Rossopane è una rivista che si lega ad un’azione.Rossopane è gente in una stanza in costruzione, è un progetto che evolve.E’uno spazio libero che porta le persone all’arte e l’arte alle persone.C’è chi cerca una rete di comunicazione bella e intelligente che stimoli il pensiero di ciascuno.C’è chi dice che Rossopane sia il collegamento tra realtà sviluppate negli anni nella nostra città che cercano visibilità e uno spazio di comunicazione l’una con l’altra.Tutti scrivono su Rossopane, si apre e si trova dove andare a pensare.C’è che dice che si è stancato di stare a guardare e ha voglia di fare, c’è chi lo vede come un avvicinarsi per capire cosa c’è da fare per costruire.Vuole rendere visibile quello che crede di aver fatto suo.Rossopane è incazzato perchè le persone non parlano tra loro, cerca un altro modo di comunicare che sia il più vero, il più personale, il più comprensibile possibile, e che sia molto imbarazzante.Ha pensato di creare delle situazioni dove ognuno si possa sentire a proprio agio con gli altri, dove i rapporti non siano convenzionali: é un diverso modo di stare insieme, una chiave di lettura dei rapporti sociali.Crea momenti in cui ci senta nuovamente parte di qualcosa, attraverso la recitazione il canto la lettura la musica la poesia gli abbracci la comodità dell’aria aperta.Rossopane beve, ma è risoluto.C’è chi dice che sia un giullare, un travestito, che giri seminudo.Sono delle lenzuola calde, dove chi guarda non è più spettatore ma è dentro al letto, ci si muove, ci fa all’amore, lo abbraccia, sale sul palco, balla chiacchiera sorride bacia si conosce e conosce altri si incuriosisce si stimola si illumina crea inventa e rielabora.Per poi avere l’energia necessaria per costruire una nuova società e un nuovo modo di vivere la vita sociale, attraverso il contatto, la condivisione e la sensibilizzazione a valori e idee che vadano contro la mancanza di colori, la mancanza di coscienza e di identità, l’indifferenza, la pigrizia mentale, la mancanza di pensiero non praticistico, la chiusura nell’individualismo; per creare una collettività di sentimenti che porti l’arte fuori ma che a questo punto non sia né arte né propaganda né denuncia bensì un insieme di tutto ciò.Vuole esserti amico, perchè non è sicuro che sia una cosa così scontata.C’è chi dice che sia la possibilità per scrivere parlare e dire quello chesi sente e si vede.Dà carta bianca, legge.C’è chi dice che Rossopane voglia sempre guardare a oggi senza illusioni nédisillusioni, sa che c’è sempre una soluzione a tutto e vuole attuarla.C’è chi dice che debba essere critico e bello e attivo libero indipendenteconvinto. Ha uno spirito propositivo, osserva ascolta prende nota e poi parla.Rossopane è laico e apartitico.Vuole creare fiducia nei rapporti individuali, per eliminare la paura di mettersi in gioco nel collettivo.C’è chi dice che l’individualismo necessiti di inserirsi nel collettivo, perchè solo così l’uomo può sentirsi realmente vitale, perchè crede che con o senza consapevolezza, abbiamo tutti bisogno di trovare una collocazione nell’insieme, e questo si può fare solo se l’insieme viene preso in considerazione.. Appare tremendamente noioso ciò che non può essere plasmato, quelche sembra troppo lontano dalla propria portata.Rossopane vuole mostrare come il collettivo non sia poi un concetto così distante, vuole portare le persone a sentirlo, e quindi a viverlo, e quindi a rifletterci sopra e ad avere il coraggio di cambiare.






5 risposte finora ↓
alberto // Marzo 6, 2007 a 6:49 pm |
la pioggia è fatta di gocce ma una goccia pioggia non è. un sospiro isolato un soffio di vento una nuvola nel cielo persa.
quando mai si potrà ritrovarsi insieme sulla riva, in quell’istante che tutti sì è immobili e vicini e tutti insieme fare il primo passo, rompere le onde e prendere il largo verso l’orizzonte, verso quello che ancora non si sa ma che chiama come voce cavernosa, oscura, in lingua sconosciuta ma tanto famigliare..
un passo solo e insieme prendere il largo per non tornare più.
anto // Aprile 9, 2008 a 8:05 am |
Ciao Rossopane, ti ho trovato in università
Mi sei piaciuto. Anche io faccio qualcosa di simile a quello che fai tu. Anche se è tutto diverso.
rossopane // Aprile 9, 2008 a 10:15 am |
ciao anto! facci sapere che cosa fai tu, anche se è tutto diverso.
iacopo // Maggio 2, 2008 a 10:45 pm |
ciao mollina!!!!il manifesto sei tu!!!tvb
MeloMalu // Aprile 13, 2009 a 4:43 pm |
Sprazzi di suoni in superfici invisibili.
Onde vibranti rimbalzano
le tocchi, le stringi, modellandole.
Pulsa dentro di noi la vita, fili tesi ad un punto preciso convergono, muovono gli arti come burattini senza esserlo.
E’ musica che implode, sparpaglia l’animo inquieto.
Nessuna paura ci strozza. Divelti e infranti come vetri sparsi ci uniscono le percezioni.
Respiriamo. Siamo vivi.