ROSSOPANE

Slam X – interviene rossopane

2015. E’ giunta l’ora. La  Moratti ce l’ha fatta, tutti i riflettori sono puntati su Milano. A qualcuno piace chiamarla la capitale della moda, o dell’architettura, o vantarsi della sua internazionalità, e in fondo come dargli torto? Sono tutti questi fattori infatti ad aver contribuito alla preparazione dell’Expo. Con il patrocinio di Armani e la supervisione di Art Attack, grazie a una task force formata da immigrati e precari senza alternativa, mafia e architetti arrivisti, tutti i cantieri a cielo aperto (…tutti) sono stati rattoppati con cartapesta e forbici con la punta arrotondata.

Milano splende come un gioiellino di cemento.

Niente kebab, niente bici, niente birre per strada, niente musica alta…l’epurazione è riuscita talmente bene che l’Expo si svolge in una città dimezzata. Gli unici rumori che si sentono sono quelli del traffico e delle sirene coprifuoco per la sera.  Rimangono solo gli over 40, i ricconi cocainomani,  qualche cane randagio e qualche turista giapponese.

A niente sono valsi le proteste e i  tentativi di attivisti e artisti milanesi per evitare di essere espropriati della loro stessa città: I Ministri hanno suonato nudi davanti a Palazzo Marino; i vecchietti del Bellezza si sono incatenati alla pista della balera; Lella Costa ha promesso di votare la Lega in cambio di più spazi verdi.

Anche rossopane ha tentato di dare un suo contributo alla lotta, in primo luogo ritirandosi in campagna da una zia (rossopane crede nella partecipazione e nella condivisione, anche dei parenti), a chiedersi “Che cos’è fare cultura?”. Ogni pagnotta  ha declinato l’interrogativo a modo suo, c’è chi  tra un libro di Vittorini e uno di Pasolini si è chiesto “Qual è il ruolo dell’intellettuale nella società?”, e chi  l’ ha interpretato come “occupa la biblioteca della zia perché la cultura deve essere fruibile da tutti”. Ad ogni modo tutto rossopane è giunto alla conclusione più ovvia, ma che nessuno aveva osato mettere in pratica.
Se fare cultura implica arrivare al maggior numero di persone e  con strumenti efficaci, allora la televisione deve fare cultura. Già.
Rossopane deve servirsi della televisione. Vero.
Ma Come?
…Partecipando al Grande Fratello! (o okkupandolo, come si è lasciato credere a Nura).

Ma neanche questo è servito, e rossopane dopo aver cercato di introdurre il diy, la pratica di battersi il cinque alto per ogni cosa e mille appelli per salvare Milano in diretta su canale 5, è stato sbattuto fuori dalla casa in blocco per ubriachezza molesta. E così, infrante tutte le speranze (diffondere il verbo nel Belpaese, vincere il Grande Fratello e scappare in Giamaica coi soldi, ma anche banalmente avere una casa senza pagare l’affitto), i rossopanini hanno raggiunto il resto della comunità attivista cultural milanese, che si è rintanata a vivere alle porte di Milano nell’unico cantiere dimenticato aperto e l’unico dove si prenda il wireless a scrocco, quello di Santa Giulia.

La Moratti nel frattempo è felice come una pasqua. Potrebbe essere in pensione, e invece è il sindaco di una città.  Si parla di Milano su tutti i giornali esteri (come non importa, l’importante è apparire come ben insegna il folklore politico dominante). Ha una storia segreta con De Corato, anche se litigano spesso perché lui chiude sempre tutte le porte e costruisce trincee con le sedie del salotto. Ha raggiunto tutti i traguardi che si era prefissata ed ha appena pubblicato una biografia dal titolo “O la va o la spacca”. E’ talmente attenta alle esigenze della sua città e va talmente tanto in giro che manco si è accorta che Milano sembra un ipermercato spagnolo nell’ora della siesta. Non c’è più nessuno a romperle le balle, e questo basta e avanza.

Tra i parcheggi e le “soluzioni abitative” di Santa Giulia intanto la situazione non è delle più confortevoli: è quasi finita la vodka, e il cassiere del Magnolia si contende l’ultimo stock con Serena Sinigaglia. Il Torchiera senz’acqua ha occupato le uniche docce funzionanti. Il Cantiere usa i libri di Agenzia X e le pellicole di Esterni per accendere il fuoco della rivolta. Tutti insomma si cerca di sopravvivere e non si bada molto al bon ton. Ogni sera si accendono centinaia di fuochi diversi in cui ognuno parla coi propri compari e se ne impippa degli altri gruppi. Anzi se riesce gli fa pagare l’ingresso alla sua zona.

Finché una sera il cuoco del Leoncavallo, Fra di ProvocoAzioni e Abo di Torchiera si ritrovano in fila al bagno insieme e iniziano a discutere della situazione. Scoprono di condividere non solo l’urgenza fisica, ma anche un’urgenza più alta: riprendersi Milano. La voce si sparge di fuoco in fuoco e nel giro di un’ora si forma una grande assemblea a cui partecipano tutti. Modera l’incontro un rappresentante del comitato marxista-leninista, che dopo aver invitato i presenti alle proprie conferenze propone di uscire dall’assemblea con una proposta politica rivoluzionaria ben precisa. L’idea piace a MilanoMovida, Cantiere, Torchiera, ma Arcigay non ci sta e chiede più feste, appoggiato dal Rocket e da Esterni. Quest’ultimo propone di telefonare al Piccolo Teatro e sentire se ospita tutti, ma Villa Vegan si oppone perché il Piccolo vota sicuramente Obama, che mangia carne. A questo punto il Critical Mass butta sul piatto un’incursione notturna su due ruote, ma quelli di BelliDiNotte li bollano come insensibili alla causa degli handicappati, beccandosi dei disorganizzati da quelli del Bitte perché all’ultima festa non si riusciva manco a uscire a fumare una sigaretta. Le femministe si strappano i capelli e gli intellettualoidi accendono la pipa alla proposta del collettivo di Brera AutArt di disegnare dei grossi falli sui muri della nuova Fiera. Gli ambientalisti svengono alla proposta di rossopane di fare un gigantesco cubo di domo pack e nascondercisi tutti dentro. La discussione va avanti tutta la notte con le proposte più improbabili, e sembra impossibile giungere a una conclusione. Alla fine vince una non-decisione, una risoluzione che mette d’accordo tutti proposta dal gruppo Sciame: fare tutto quanto. Rossopane batte il cinque alto, la Banda degli Ottoni dà aria alle trombe e la redazione di Zero aggiunge l’evento all’agenda. Si farà una marcia in bici, sui trampoli e a piedi, truccati da clown e vestiti di giallo, cantando canzoni popolari e indierock, metteranno i dischi Vito War e Japi, gli scout cucineranno per tutti e il collettivo Pantera rievocherà Lenin in seduta spiritica. Ci si mette in marcia subito, prima che l’alba sveli le mosse e la sbronza cali. L’enorme corteo colorato marcia per Milano lasciando dietro di sé testi di canzoni e pavidi alla ricerca di un paninaro, oltre ai soliti ignoti che tentano di dar fuoco senza successo a dei blocchi di cementi.

Arrivare a Palazzo Marino è un’impresa inutile: il palazzo è vuoto, e sindaco e assessori lavorano da casa tra una puntata di Lost e una seduta di manicure.

“Che fare?” Chiede Lenin redivivo.

Si decide di accamparsi in piazza del Duomo e stare compatti. Le forze dell’ordine non tardano ad arrivare, ma esasperate dalla pressione degli ultimi anni buttano a terra manganelli e berretti e si uniscono al movimento. Poco a poco il numero di cittadini schierato in piazza Duomo aumenta, torna gente dall’estero e arrivano televisioni da tutto il mondo. Ma allora, nelle case, chi c’è?

Marta Arniani per rossopane

rossopane partecipa a SLAM X

Posted in Amici e ammirazione sparsa, Attraversamenti urbani, Opinioni confutabili by rossopane on novembre 15, 2009

SLAM X
Per fare rivoluzione servono belle parole

Da questa città tutto se ne sta andando. Prima l’editoria, poi la musica, adesso la moda. Un tempo Milano era considerata la capitale del terziario, ora si sta tornando al primario, inteso come rendita, speculazione edilizia, assalto alla diligenza degli appalti pubblici con amministratori municipali incompetenti che blaterano di un Expo già fallito. Dall’altra parte Milano sta cercando di sbarazzarsi di tutte le realtà che nel passato l’avevano arricchita; anche e soprattutto centri sociali o piccole iniziative culturali indipendenti.

Tempi bui, insomma: lo sentiamo sussurrato, scritto e anche cantato…

Tuttavia ci accorgiamo che qui esiste un fermento sotterraneo, a noi pare soprattutto tra scrittori e musicisti, anche se purtroppo emerge raramente e spesso resta all’angolo, isolato nella propria singolarità. Per questo abbiamo chiamato a raccolta autori disposti a confrontarsi in pubblico leggendo brani da loro scritti durante una due giorni presso COX 18, vero e proprio simbolo della Milano non conforme.
Slam X è un festival di reading, performance e letture organizzato da Agenzia X, che sarà anche un’occasione di dialogo e progetto a cui parteciperanno scrittrici, scrittori milanesi e alcuni importanti musicisti. Una galassia di artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco del Centro Sociale COX 18 per leggere testi che richiamano a un’altra idea di città.

sabato 28 novembre 2009 – dalle h 21 in poi
domenica 29 novembre 2009 – dalle h 17 in poi
ingresso con sottoscrizione

per il programma dettagliato, andate su http://www.agenziax.it/?nid=186.

rossopane avrà i suoi 10 minuti di gloria alle 21.30 di sabato 28 novembre.

caro rossopane: una risposta a repubblica sui rifugiati di piazza oberdan?

Posted in Attraversamenti urbani, Logistica ideologica by albe on ottobre 26, 2009

Ciao Rossopane!

Immagino che tutti o quasi abbiano già da una parte o dall’altra letto questa bella notizia: gli abitanti di zona buenos aires appiccicano volantini gialli di protesta contro i rifugiati che dormono in strada eccetera…Questo il link dell’articolo di Repubblica:

http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1759365

L’articolo è equilibrato, e anche questi negozianti non sembra che minaccino quanto piuttosto che cerchino una soluzione a uno stato di cose – gente che dorme e tutto il resto in piazza – che da nessun punto di vista si può lasciare com’è.  C’è però una cosa precisa nell’articolo che fa venire fuori lacrime nette. Da nessuna parte viene spiegato che questi africani sono rifugiati politici con diritto a nove mesi d’alloggio fornito dal comune e pagato dall’Europa, che – viva l’Italia – chissà come chissà perchè L’Europa i soldi li manda, ma gli alloggi per i rifugiati non vengono forniti. L’articolo non dice che quella dei rifugiati è una protesta consapevole per il rispetto DI UN LORO DIRITTO LEGALE. Non dice che il comune non li può sgomberare perchè è lui in torto. Nè che da mesi si organizzano notti bianche di solidarietà per cercare di dare visibilità mediatica – quarto potere come mai nella storia- alla loro causa. Nè che nessun giornale si è preso la briga di seguire questa storia, a parte Libero che ha modificato i fatti rigirandoli contro i rifugiati stessi (foto di fantomatici dormitori che sarebbero stati rifiutati da questi delinquenti scioperati..). Eccetera eccetera. E abilmente si dirotta la rabbia contro i negozianti, questi fascisti, mentre il vero interlocutore, il comune, si ritira indisturbato a mangiare soldi pubblici.

Io ora non sono in Italia e quindi troverei un pò difficile approfondire queste informazioni, ottenute parlando a settembre con il rappresentante dei rifugiati e con le poche persone del quartiere che seguono e supportano la loro causa. Ma se qualcuno avesse voglia si potrebbe – si dovrebbe- ben scrivere una lettera a Repubblica, con una descrizione dei fatti che per una volta in tutta questa storia dei rifugiati renda davvero giustizia ai più poveri cristi della terra.

Ci sono risvegli migliori.

albe

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festival delle preoccup-Azioni – Paolo Grassi

Posted in Arte e dintorni, Attraversamenti urbani by rossopane on settembre 16, 2009

mercoledì 15 settembre

h. 21.00 Lella Costa

festival pre-occupazioni 15, 16, 17, 18

CHAMPAGNE!

Posted in Arte e dintorni, Attraversamenti urbani by rossopane on giugno 9, 2009

Buon compleanno rossopane! Un po’ in ritardo, dì la verità che già un po’ ti eri offeso…5 giugno 2007! La prima festa in assoluto di rossopane – pioggia, cavi elettrici scoperti e entusiasmo alla sangria – prego, vuol ballare con me? Due anni, ollallà, si cresce tutti. Anche quei magrelli degli Iori’s Eyes, che proprio in questi giorni hanno sfornato un Ep (http://www.rockit.it/album/11046/ioris-eyes-ep) e suonato al Miami – pure la loro storia d’amore con rossopane compie due anni, 5 luglio 2007! uscita del #0. A rossopane piace il 5 del mese, e pure il numero civico 8.

Pronti con l’agendina, che giugno 2009 si preannuncia bello carico:

-         12/30 giugno MASTER CLASS INTERNAZIONALE di teatro al Piccolo Teatro di Milano, con una classe riservata a rossopane e al suo pubblico;

-         20 giugno MOSTRA FOTOGRAFICA ITINERANTE nel centro di Milano con i vincitori del concorso “Piccole migrazioni indolori”;

-         27 giugno si torna al TEATRO RINGHIERA  per il Festival dell’Integrazione, a vedere un bello spettacolo e fare quattro salti balcanici conservando le energie per due giorni dopo…

-         29 giugno chiusura del FESTIVAL DELL’INTEGRAZIONE AL MAGNOLIA. Dall’aperitivo a notte fonda vieni e guarda che c’è di diverso là fuori, sfide tra bande e dj set, speaker corner, distribuzione del catalogo “EgoGeoGrafie” con le foto e i racconti vincitori dei concorsi “Ballate per soggetti spaesati” e “Piccole migrazioni indolori”, burattini e maghe, chi l’ha detto che l’integrazione è una questione di pelle?

Troverete presto dettagli e volantini sul blog, myspace e facebook.

 AAA cercasi: Scrivete? Vorreste un microfono per dire al mondo delle cose? Bene, vi aspettiamo il 29 al Magnolia con lo speaker corner, portate testi e idee!

 CONCORSI: I vincitori dei concorsi verranno a breve contattati privatamente e segnalati su questa homepage.

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25 aprile

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keep on moving!(mai stanchi?)

Posted in Attraversamenti urbani, Bring down the government, Logistica ideologica by rossopane on febbraio 23, 2009
scusatemi per non aver diffuso con lo stesso entusiasmo le buone notizie del 13 febbraio....
: )

cox18-open

e poi si continua!

manifestazione_28-2_low2

 

e in che modo continueremo?

 

 

 

27 gennaio: agenda piena.

Posted in Attraversamenti urbani, Bring down the government, Logistica ideologica by beduino on gennaio 26, 2009

 

domani martedi 27 gennaio

ore 6 presidio davanti alla casa di via dei transiti e all’ambulatorio medico popolare.

contunuiamo!come per conchetta, domani mattina saremo numerosi,come saremo numerosi per il torricelli e la nostra torchiera.

 

da indymedia:

Milano sa anche essere bellissima

Mi piaciono i tuoi quadri grigi, le luci gialle, i tuoi cortei, oh Milano sono contento che ci sei…

Per ricordare che Milano è anche altro rispetto alla Moratti, a De Corato il cane malato, a Formigoni, a CL, a Berlusconi, a Mediaset, a Ligresti e soci, alle sfilate ed alla cocaina a tonnellate, ai SUV e all’Expo 2015, alla ‘ndrangheta che controlla l’economia, alla Lega ed a Cuore Nero…

http://www.flickr.com/search/?q=corteo+milano&m=text

 

 

 

 

27 dicembre-27 gennaio

non un giorno qualsiasi

c’é chi dimentica in fretta

 

questi non sono fuochi d’artificio per fare festa.

sono fuochi che servono per bruciare la terra e chi ci sta sopra.

la terra é rotonda?

Posted in Attraversamenti urbani, Bring down the government by beduino on gennaio 24, 2009

un discorso é chiaro e pulito quando viene fatto

cominciando dall’inizio:

Il 22 gennaio 2009 alle 7.00 del mattino un centinaio di poliziotti è
entrato nel Centro Sociale Conchetta, fondato più di 33 anni fa e della
libreria Calusca nata nel 1971 e del prezioso e storico archivio Primo
Moroni.
La risposta della città è stata tempestiva, in breve si sono radunati
davanti ai blindati delle forze dell’ordine molti compagni, amici,
abitanti del quartiere.
Si tratta di uno sgombero illegale che non tiene conto di una causa
intentata dal comune al centro sociale nel mese di luglio 2008 per la
riappropriazione dei locali, una vertenza ancora in corso. Il vicesindaco
De Corato, da sempre in prima linea contro le realtà cittadine non
omologate, scarica su questore e prefetto la responsabilità
dell’operazione. Il Pubblico Ministero sostiene di essere stato avvisato
a giochi fatti. Poco importa, tutti, invece, concordano che l’importanza
dell’operazione è che il Comune non perda il valore dell’area. Si tratta
di una questione “patrimoniale”, come se questo bastasse a spiegare e a
giustificare tutto.
Il risultato, al momento, vede il centro sigillato e sotto sequestro con
tutti i materiali dentro, compresi i libri e le riviste della libreria e
dell’archivio. Il Centro Sociale Conchetta, la Calusca, l’Archivio
Primo Moroni rappresentano un pezzo di storia importante, e testimoniano
oggi la possibilità di eludere il principio di mercificazione. Con essi,
in buona compagnia, diversi altri centri sociali, luoghi di libero accesso
e libero scambio. La loro sopravvivenza deve essere la sopravvivenza della
libertà di agire, di farci padroni del nostro futuro, di non essere pesati
per quanto possiamo / sappiamo / vogliamo spendere.
Per quanto ci riguarda non consideriamo chiusa la partita, riconosciamo chi
rifiuta l’omogeneità del pensiero unico del mercato: ci vogliono
compatibili, compratori comperabili, ordinati e consenzienti, resteremo
ciò che sappiamo essere, ciò che siamo: originali, comunicanti,
disomogenei.

Chiediamo a tutti di farsi carico di un pezzo di questo percorso, che è
percorso di tutti.

cox18

con la realtà documentata:

http://new.c6.tv/component/library/?task=view&id=2749

con l’informazione dell’ultimo minuto:

MILANO, 23 GEN – Dopo lo sgombero di ieri del Cox 18, il vicesindaco Riccardo De Corato prende posizione su un altro centro sociale, la Cascina comunale Torchiera, occupata dal 1993, dove domani si terrà un mercatino. «Mi chiedo – sottolinea De Corato – come si possano fare manifestazioni in un’area abusiva che non rispetta gli standard di sicurezza visto che, oltre a essere pericolante, quel luogo non ha servizi igienici nè allacciamenti per disporre di acqua potabile, come mi è stato segnalato dal Consiglio di Zona 8. È possibile che il Comune, che è il legittimo proprietario, debba rimanere impotente di fronte a una simile situazione? E se dovesse succedere un crollo dell’edificio – aggiunge – chi dovrebbe rispondere dei danni?». «La buona notizia» per De Corato «è che domani invece si chiude un vecchio capitolo: quello del centro sociale Le Pergola che dopo un’occupazione ventennale restituisce alla proprietà lo stabile». «Auspichiamo che anche per altre realtà milanesi da decenni in condizioni simili – conclude – si abbia il coraggio di mettere un punto a certe vicende» . (ANSA). GGD 23-GEN-09 18:43 NNN

con la lucidità dell’esperienza altrui:

In questi mesi un po’ ovunque a Milano, nel contesto della mostra It’s Difficult di Alfredo Jaar, si potevano scorgere cartelli con la domanda Cos’è la cultura?. La risposta di Letizia Moratti e Riccardo De Corato ci è giunta in questi giorni, con la chiusura di uno dei luoghi culturalmente più dinamici e stimolanti della città. Il tutto in nome di uno spirito legalitario di cui gli stessi amministratori non sembrano dare prova quando in gioco sono questioni edilizie, sanità privata o poteri forti. Con sgomento abbiamo appreso dello sgombero di Cox 18. In una città sempre più tetra e asfittica, Cox 18 ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento importante. Una programmazione musicale di alto livello, aperta sul mondo a 360 gradi, che dava a molti, e a prezzi irrisori, la possibilità di confrontarsi con le produzioni più innovative o, in altre serate, di ballare o fare quattro chiacchiere. Questo sarebbe già abbastanza, ma non è certo tutto. Nel corso degli anni Cox 18, con al suo interno la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni, ha costituito un luogo unico di confronto fra le idee. Tutti noi abbiamo presentato i nostri libri, abbiamo organizzato dibattiti o vi abbiamo assistito. Se c’era un’idea, in Cox 18 la si poteva realizzare, magari testandola per poi portarla altrove. Presentazione di libri, si diceva, ma anche rassegne cinematografiche, convegni, seminari, spettacoli teatrali o di danza, mostre o installazioni. E magari tutto insieme, unendo forme e mondi distanti. Non è questa la sede per illustrare tutto quello che Cox 18 ha fatto in più di dieci anni. Noi lo sappiamo e ci auguriamo che il collettivo di gestione sappia, in queste settimane, rendere consapevoli coloro che non lo sono dell’importanza di Cox 18, della sua storia, del livello delle iniziative che in questi anni si sono succedute. C’è un’immagine che rende chiaramente l’idea di che cosa sia la cultura per Letizia Moratti e Riccardo De Corato: i poliziotti che si avventano sui libri della Calusca e dell’Archivio Moroni per sequestrali e spedirli al macero. Fortunatamente qualcuno li ha fermati, almeno per il momento. Ma Cox 18 è sotto sequestro. Non può finire così. Ormai siamo quasi al capolinea. Non resta più molto, in questa città, che non sia consumo scadente o trash provinciale. Da qualche parte bisogna iniziare a fare qualcosa per porre fine al “genocidio” culturale avanzato inesorabilmente in questi ultimi anni. Mobilitiamoci per difendere Cox 18, la Libreria Calusca e l’Archivio Primo Moroni.
di MARCO PHILOPAT

www.petitiononline.com/cox18/petition.html


e con il cuore:

non smettiamo certo di studiare di ascoltare di camminare di disegnare di suonare,
tutto questo, scorre in concomitanza e sinergia con la ricerca dei segnali funzionali di quello che ci sta attorno. almeno per sopravvivenza.
per tutti i guai che capitano, stiamo vivendo di più milano.
siamo più presenti, di più di quanto non lo si fosse già.

la concentrazione viene dirottata giorno per giorno,
la gravità degli episodi cercano di superarsi vicendevolmente.
cosicché
contando che la memoria di un italiano medio dura più o meno 48 ore,
il tempo per formarsi un’opinione é scarso,
se:
fotti il lavoro fotti l’acqua fotti l’istruzione fotti la cultura fotti l’informazione fotti la verità alla realtà

da quante parti devi correre?quanto devi mettere in gioco di tuo e quanto devi sacrificare della tua vita per riemediare alla catastrofe degli irresponsabili?
allora diventa giusto chiedere a tutti di farsi carico di un pezzo di questo percorso di resistenza !per la rivitalizzazione!, che è
percorso di tutti.

impedire ad una persona di poter diventare colta e preparta é facile, le tagli i fondi sul nascere.
le azioni criminose di certe figure, hanno le mani lunghe che vanno a infilarsi nel sacco del diserbante anticultura, é un gioco.

é una lotta. e non ci si sbilancia troppo nel dirlo.

basta dispersioni chiacchierone e ideologiche,nessuna citazione colta o consigli di letteure d’alto livello.

sono i mezzucci linguistici che rendono l’impatto delle cose meno gravi…e certe parole sono intramontabilmente temibili.
la differenza sta tutta in un prefisso.
l’italia é diventata un (tele-)regime.

ecco perché non sono solo i governi gli interessi e l’esercito, sono i giornalisti che combattono le guerre.
siamo distanti ma non sarà radendo al suolo culture città villaggi paesi centri spazi che la resistenza si fermerà.
anche se fa male vedere e raccogliere brandelli.

qui ci si chiede tanta roba, da un po di tempo.

l’ultima é “e dopo i c.s.o?”
sotto a chi tocca.

nura.

24 gennaio
in piazza 24 maggio
alle 15.00 per chi é di qui, milano.

daily tag:

+ centri sociali – centri commerciali

LIBRERIA DEL MONDO OFFESO

Posted in Amici e ammirazione sparsa, Attraversamenti urbani by albe on ottobre 15, 2008

APRE LA LIBRERIA DEL MONDO OFFESO in Corso Garibaldi, 50 Milano
 
Inaugurazione giovedì 23 ottobre 2008, ore 18.30
 
Nel suggestivo quartiere di Brera, crocevia della vita artistica e 
culturale della città, apre i battenti la Libreria del Mondo Offeso. 
Durante la serata inaugurale, l’attore Eugenio Allegri interpreterà 
alcuni brani del libro ‘Un canto clandestino saliva dall’abisso’ di 
Mimmo Sammartino (Sellerio editore), trasfigurazione lirica del tragico 
naufragio di Porto Palo avvenuto la notte di Natale del 1996 che costò 
la vita a 283 persone, immigrati rimasti senza sepoltura e senza 
colpevoli della loro morte. 
 
Libreria del Mondo Offeso dal libro ‘Conversazioni in Sicilia’ di 
Elio Vittorini:
un viaggio alla scoperta di un mondo offeso che obbliga 
all’assunzione di responsabilità. Un punto di riferimento di proposta 
letteraria, incontro/confronto/scontro culturale. A dispetto di quella 
Milano da bere; uno, dieci, cento, mille libri per quel popolo silente 
che vorrà fermarsi per leggere, incontrarsi, confrontarsi, sognare. 
Libri, fatti di uomini, pensieri, emozioni. Una libreria, con una forte 
identità ed un assortimento scelto dagli Editori agli Autori, 
specializzata in NARRATIVA ITALIANA del ’900 e CONTEMPORANEA, con 
sezioni di TEATRO (drammaturgia contemporanea italiana), POESIA, 
NARRATIVA PER BAMBINI e LIBRI FUORI COMMERCIO. 
 
Mimmo Sammartino giornalista e autore di testi di teatro, ha scritto 
‘Vito ballava con le streghe’ (Sellerio, 2004; premio speciale della 
giuria per la narrativa del XXXIV Premio Basilicata) e ‘Viandanti 
d’Herculia’ (Osanna, 2004).
  
Eugenio Allegri interprete di ‘Novecento’, il monologo di Alessandro 
Baricco con la regia di Gabriele Vacis, sarà in scena dal 2 al 14 
dicembre 2008 al Teatro Filodrammatici di Milano con ‘Il Dio bambino’ 
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (spettacolo che si inserisce 
all’interno della manifestazione ‘Milano per Giorgio Gaber’) e dal 3 al 
15 febbraio 2009 alla Fondazione del Teatro Stabile di Torino con ‘Zio 
Vanja’ sempre per la regia di Gabriele Vacis. 
 
Libreria del Mondo Offeso milano, c.so giuseppe garibaldi 50 (CORTILE 
INTERNO) cap. 20121 tel. 02 36 52 07 97 fax. 02 36 52 18 21 e-mail: 
libreriadelmondooffeso@fastwebnet.it

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