ROSSOPANE

oaxaca,mexico : i compagni bety cariño e jyry jaakkola assassinati dai paramilitari

Pubblicato in Uncategorized da rossopane il maggio 9, 2010

L’associazione rossopane si impegna a diffondere e trasmettere il comunicato di informazione, solidarietà e sostegno, che riguarda i recenti attacchi avvenuti nel territorio di Oaxaca, Mexico.
Questo comunicato si fa intrinsecamente tramite delle storie di Bety e Jyry, che devono essere conosciute e portate alla luce del sole.
I racconti e le esperienze nella terra di Oaxaca vissute da una nostra compagna, che ha sempre condiviso la sua passionaria determinazione in questa lotta, motivano e intensificano un legame con la popolazione mixteca con cui, soprattutto ora, sentiamo un legame più forte di altri e di cui vorremo continuare a raccontare.

rossopane.

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Milano, 30 aprile 2010

Alla popolazione italiana e del mondo,
alle organizzazioni sociali,
agli organismi dei diritti umani nazionali e internazionali,
ai mezzi di comunicazione alternativi,
alla società civile,

di fronte ai recenti attacchi perpetuati contro la carovana umanitaria che il giorno 27 aprile 2010 si dirigeva verso il municipio autonomo di San Juan Copala, nello stato di Oaxaca, Messico, è necessaria la solidarietà internazionale dei popoli del mondo.
Denunciamo energicamente il disinteresse del Governo messicano e lo invitiamo a chiarire il perché di questi fatti deplorevoli in cui un difensore dei diritti umani finlandese Jyry Jaakkola, e l’attivista messicana, nostra compagna, Bety Cariño, sono stati raggiunti da proiettili di paramilitari e assassinati nei pressi del villaggio La Sabana sulla strada per Copala. Fin dal 2006, con la repressione del movimento della APPO (Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca), il governo statale di Ulises Ruiz ha dimostrato che la vita della società civile non importa finché lui sta al potere: sotto gli occhi del mondo continua a reprimere e assassinare la popolazione.

La carovana aveva l’obiettivo di sostenere attivamente l’auto-organizzazione del municipio autonomo per unire le comunità Triqui, popolazione indigena della regione, portando viveri e medicinali agli abitanti che da mesi si trovano bloccati dall’accerchiamento paramilitare. Si trattava di una carovana pacifica, il cui impegno consisteva nel contribuire ad arrestare qualsiasi tipo di aggressione, rompendo il muro della disinformazione; le aggressioni del 27 aprile mostrano che l’organizzazione paramilitare UBISORT (Unione per il Benessere Sociale della Regione Triqui) è responsabile dei fatti in complicità con il governo statale del Partito Revolucionario Institucional (PRI), che da anni sostiene l’organizzazione paramilitare. Gli spari dimostrano il timore delle autorità verso la solidarietà e l’organizzazione dei popoli.

Siamo solidali dall’Italia con il movimento popolare di Oaxaca, gli osservatori internazionali, le organizzazioni VOCAL e CACTUS, che da diversi anni lavorano quotidianamente per la difesa della terra e del territorio, per l’autodeterminazione dei popoli, contro l’azione distruttrice della società e del territorio condotta dal governo corrotto e delle imprese trasnazionali.
Le organizzazioni italiane hanno una lunga tradizione di solidarietà internazionale con il Messico. Davide Casinori, un connazionale, partecipava alla carovana in qualità di osservatore dei diritti umani come molti italiani e europei hanno partecipato negli ultimi anni per impedire la repressione delle comunità indigene da parte del governo messicano. Davide, insieme ad altri partecipanti, attivisti e giornalisti, sono rimasti in stato di “desparecidos” per diverse ore.

Bety Cariño, militante popolare mixteca, non muore con questo assassinio: le sue parole e azioni corrono per il suo Paese delle Nuvole (Ñu Saavi- Popolo mixteco). Insieme alla popolazione mixteca, Bety ha dimostrato che è possibile solo costruire dal basso, cercando spazi in tutti gli angoli del mondo per spargere i suoi insegnamenti di resistenza. Le comunità indigene mixteche che l’hanno vista nascere dimostreranno che Bety vive e lotta insieme a noi.

Di fronte a questa aggressione brutale contro i difensori e gli osservatori internazionali dei diritti umani, e i rappresentanti dei mezzi di comunicazione, culminata con l’assassinio di Bety Cariño e Jyry Jaakkola, esigiamo alle autorità statali e federali messicane:

- Stop alla para-militarizzazione della regione Triqui e del resto del Messico
– Che si dia prontamente avvio alle indagini per infliggere giusto castigo agli assassini di Bety Cariño e Jyry Jaakkola
– Processo ai paramilitari dell’UBISORT ed al governo di Oaxaca presieduto da Ulises Ruiz Ortiz perché protegge questi gruppi e si sottrae al proprio dovere di intervenire in maniera opportuna nel conflitto della regione Triqui, nonostante sia stato informato ripetutamente della questione, favorendo in questo modo l’azione dei gruppi paramilitari.

Per questo dall’Italia esprimiamo la nostra solidarietà e invitiamo ad aderire al presente comunicato.

Se toccano uno, ci toccano tutti!
Stop alla repressione contro il Municipio Autonomo di San Juan Copala!
Rispetto dei diritti e della cultura indigena!
Rispetto dell’autodeterminazione del popolo Triqui e dei popoli del mondo!
Bety Cariño e Jyry Jaakkola vivono!

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