ROSSOPANE

caro rossopane: una risposta a repubblica sui rifugiati di piazza oberdan?

Pubblicato in Attraversamenti urbani, Logistica ideologica da albe il Ottobre 26, 2009

Ciao Rossopane!

Immagino che tutti o quasi abbiano già da una parte o dall’altra letto questa bella notizia: gli abitanti di zona buenos aires appiccicano volantini gialli di protesta contro i rifugiati che dormono in strada eccetera…Questo il link dell’articolo di Repubblica:

http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1759365

L’articolo è equilibrato, e anche questi negozianti non sembra che minaccino quanto piuttosto che cerchino una soluzione a uno stato di cose – gente che dorme e tutto il resto in piazza – che da nessun punto di vista si può lasciare com’è.  C’è però una cosa precisa nell’articolo che fa venire fuori lacrime nette. Da nessuna parte viene spiegato che questi africani sono rifugiati politici con diritto a nove mesi d’alloggio fornito dal comune e pagato dall’Europa, che – viva l’Italia – chissà come chissà perchè L’Europa i soldi li manda, ma gli alloggi per i rifugiati non vengono forniti. L’articolo non dice che quella dei rifugiati è una protesta consapevole per il rispetto DI UN LORO DIRITTO LEGALE. Non dice che il comune non li può sgomberare perchè è lui in torto. Nè che da mesi si organizzano notti bianche di solidarietà per cercare di dare visibilità mediatica – quarto potere come mai nella storia- alla loro causa. Nè che nessun giornale si è preso la briga di seguire questa storia, a parte Libero che ha modificato i fatti rigirandoli contro i rifugiati stessi (foto di fantomatici dormitori che sarebbero stati rifiutati da questi delinquenti scioperati..). Eccetera eccetera. E abilmente si dirotta la rabbia contro i negozianti, questi fascisti, mentre il vero interlocutore, il comune, si ritira indisturbato a mangiare soldi pubblici.

Io ora non sono in Italia e quindi troverei un pò difficile approfondire queste informazioni, ottenute parlando a settembre con il rappresentante dei rifugiati e con le poche persone del quartiere che seguono e supportano la loro causa. Ma se qualcuno avesse voglia si potrebbe – si dovrebbe- ben scrivere una lettera a Repubblica, con una descrizione dei fatti che per una volta in tutta questa storia dei rifugiati renda davvero giustizia ai più poveri cristi della terra.

Ci sono risvegli migliori.

albe

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6 Risposte

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  1. albe said, on Ottobre 26, 2009 at 10:30 am

    …io non so far funzionare i link. che tonta.

  2. albe said, on Ottobre 28, 2009 at 1:57 pm

    uao.
    bè ne sono solo contenta. non capisco la polemica quando si tratta di buone notizie, ma ne sono contenta.
    questa sera rossopaneradio dedicherà la puntata ai rifugiati di oberdan, ho buone ragioni di credere che le informazioni provengano da un dialogo di mesi con i rifugiati stessi.
    grazie per i link
    ah, a sproposito, lei come c’è capitato qui sul blog di rossopane?

  3. frankie said, on Ottobre 28, 2009 at 6:16 pm

    orchè ora sopraggiunge a me un dilemma….come verificare che questi rifugiati non abbian già usufruito di questi nove mesi in strutture di altri paesi?
    altro punto è che di situazioni come queste ce ne sono ben tante, allora com’è possibile che sian tutti rifugiati politici?
    cerco di spiegarmi meglio…ancora un po’ che ci sono rifugiati politici in italia e a casa loro c’è solo chi governa e le mucche.
    altro punto è che mi sembra improbabile che solo repubblica esca fuori adesso con questo articolo….penso anche altri giornali tempo fa avessero già provato a sollevare quantomeno questa annosa questione….

  4. jack sparrow jr. said, on Ottobre 29, 2009 at 7:51 pm

    (frankie non è tonno, per tutti i sargassi!aborriamo gli sgombri, cazziamo la randa quando sbaglia e la perdoniamo subito dopo)

  5. heuy newton said, on Novembre 12, 2009 at 1:56 am

    mi sono accorta di una cosa ieri in buenos aires:
    siamo stati strumentalizzati in pieno. da noi stessi dalla radio e da tutti.

    é da mesi che ripeto a me stessa di non inseguire più provocazioni di poveri disperati.
    che sia quore nero, che sia blocco studentesco, che siano 4 stronzi
    é un problema che ha il movimento tutto, ma che sta cercando di risolvere bene,
    non rincorrendo più eventi di altri ma proponendo eventi di un suo percorso.
    e ieri mi é sembrato di ricascarci.

    io ho sbagliato ad inoltrare forse quella mail in lista (rossopane)
    anzi di certo, si,per informazione é giusto,
    ma tra la miriade di informazioni che arrivano, quella forse doveva essere soggetta ad un giudizio tagliato con la scure più grosso degli altri
    soprattutto in rossopane.
    siamo soggetti tutti a sensazionalismo, e credo in profondità che in fondo quell’articolo e quel manifesto giallo dei commercianti
    non avesse alcuna rilevanza.

    dicevano di non costringerli di usare quei bastoni, noi saremmo accorsi per prevenire a quella provocazione,
    ma ora penso che anche fosse stata fatta quella manifestazione, era il caso di lasciagliela fare.
    il discorso é: inutile prevenire ciò che invece é meglio che succeda.
    non per vedere teste aperte opinione e attenzione pubblica ribaltati,
    ma perché da la prova del fatto che ciò che stiamo facendo ora non solo non é sufficiente
    ma non ci andiamo nemmeno dentro, con le mani in pasta diretti convinti per fare in modo che quelle provocazioni non vengano nemmeno più prese in considerazione.
    non dico che quelli non siano stronzi porcocane, ma dandogli meno peso,
    anche il loro male é minore.

    purtroppo credo che noi (tutti) siamo cosi tanto sfiduciati e poco determinati in ciò che facciamo
    che abbiamo bisogno di contrattaccare ogni provocazione solo per paura di non essere abbastanza efficaci NOI per primi

    é come se sentissi che in realtà abbiamo bisogno di affermare ulteriormente le nostre posizioni
    a ogni sciocco di dita,perché quello che già facciamo non basta.
    e sicuramente non basterà ma, prendetemi perfavore con le pinze,

    la decisione che diamo al nostro lavoro é poca. crederci, sempre, ma per mettere le mani dentro il fango e farle diventare molli, rimane sempre fino a un certo punto.
    credo che sia cosi in profondità, forse voi non siete d’accordo.
    spero di no magari.

    non ho intenzione di contarttaccare SE un cuore nero sguinzaglia un borghezio
    SE blocco studentesco attacchina un liceo, SE i 4 stronzi non sanno contro chi abbaiare

    quindi non perdere tempo e continua a lavorare senza deconcentrarsi da ciò che si stava facendo prima.

    continuo a parlare di un io e noi generale.

    diamo l’80 per cento del nostro lavoro a ciò che porta proposte e alternative valide,
    o un lavoro su ciò che già funziona e può essere migliorato
    ma il 20 percento é il prodotto dell’insicurezza.

    perché non eliminare quel venti che si sottrae alla nostra capicità creativa
    per dedicare tutta la materia in ciò cui crediamo davvero, per andare a infilare le mani anche dentro il fango
    e RADICALIzzarsi.
    dando più valore al nostro lavoro, il nostro.

    che possa farci risparmiare tempo prezioso per attivare il cervello per ciò che conta
    e che la nostra tempestività un po situazionista si manifesti non a volte, non quando si può, ma sempre.
    perché il lavoro é costante e frutto di studio.

    ovvio che i cocci li raccogli se c’è da raccoglierli, ma non se il problema non l’hai creato tu.
    Non è solidarietà, la solidarietà non è politica, è supporto spirituale e a volte materiale,
    non cambia nulla di fondo al corso delle cose,

    quindi ciò che propongo a questo punto é anche di cominciare dei momenti di analisi attiva
    e di pratiche che si sleghino dal contrattacco.
    non di ignorare segnali di disturbo ma di valutare la situazione con i piedi per terra,
    come un gruppo di assalto urbano permanente

    questo é studio ed é ciò che la maggior parte dei collettivi non fanno (a parte i partiti, i laureati amnesty e ruoli professionalizzati come non siamo noi!
    noi facciamo qualcosa che non si può necessariamente professionalizzare o mercificare,
    lo facciamo per passione e per amore della libertà culturale espressiva umana e differente)

    analizziamo anche ciò che funziona! e potenziamo la sua risonanza

    acqua calda?
    chissenefrega
    sto cominciando autoformazione e tutto è permesso


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