ROSSOPANE

Post da Novembre 2008

Una buona giornata

Novembre 18, 2008 · Lascia un Commento

 

Luisa s’infila cappotto e auricolari, per accorgersi che la batteria dell’I-pod è scarica. Fa niente, è una bella domenica assolata di novembre e si può fare a meno della musica. La metropolitana è piena al punto giusto: un unico sedile vuoto la accoglie tra una signora anziana rotondetta e una ragazza sudamericana, una colf in libera uscita. Si preannuncia una buona giornata.

A colazione ha iniziato un romanzo di un autore che non conosceva e che sta diventando dopo quattro capitoli uno dei suoi preferiti. E’ davvero una buona giornata. Senza la sottile pellicola di musica intorno, però, è distratta. Lo sguardo vaga dalla pagina allo spazio che la circonda, secondo il ritmo svogliato delle rotaie. Di fronte a lei due ragazzi, in una posa antica, da Pietà, rivisitata in chiave cinematografica, di quei film sul ghetto di New York. Uno bianco e biondo e l’altro nero nero, come se li avessero scelti in un casting politicamente corretto. Pantaloni larghi e cappello con la visiera, il bianco abbraccia il nero, con la mano stretta sulla spalla imbottita in una felpa di almeno tre taglie più grande del dovuto. Il silenzio, in quel gesto prolungato, riempie di tenerezza quei vestiti da duri.

Luisa vorrebbe avere la telecamera per mostrare il quadro ai suoi ragazzi della scuola di cinema, ma anche a occhio nudo si sente un’intrusa in quella manifestazione di dolore tutta personale. Prova a leggere ancora, ma a ogni frase lo sguardo le si solleva su quei due corpi immobili, scossi solo da qualche singhiozzo del nero.

I bambini giocano, le mamme chiacchierano e i papà leggono il giornale nel parco lungo il naviglio della Martesana. E’ un buon giorno per portare in giro sua madre che, nel quartiere in cui si è trasferita per lasciare la casa a lei e al bambino, non conosce e non vuole conoscere nessuno, lei che si metteva sempre a chiacchierare con le commesse dei negozi mentre la figlia, per l’imbarazzo, non sapeva che fare.

 

Ha mandato via tutti e sistemato Carlo a dormire dal padre. Fuori è buio e loro sono sole, come ai tempi dei discorsi affondati nel lettone, quando papà era a qualche riunione condominiale. Adesso, stesa su quello stesso letto grande, nella stanza in cui i mobili della sua infanzia sono compressi fino a non lasciare quasi respiro, sua madre sembra minuscola.

Seduta sul divano su cui è cresciuta, sui cuscini dove ha pianto coi film che l’hanno resa regista, Luisa guarda il TG regionale. Parlano di un morto, e per un attimo pensa che si riferiscano a sua madre. Ma ovviamente no, un’insegnante in pensione che se ne va placidamente, nel sonno, non fa notizia. Parlano di un ragazzo che ha l’età dei suoi alunni. Di colore, morto ammazzato, pestato. In un attimo il flashback del viaggio in metro, del pianto silenzioso e composto di quel fratello nero, e nella testa di Luisa nasce un film, un soggetto è il termine tecnico. Non la sfiora nemmeno il pensiero che forse al ragazzo era morta la madre, come a lei, in quella stessa giornata di sole. Non è importante.

Si è messa a scrivere, non di getto perché ormai quel tempo è finito, ma comunque di buona lena. Potrebbe nascerne un progetto serio: ha già in mente qualcuno che a sentir parlare di film di denuncia va in brodo di giuggiole.

Si è messa a scrivere e quando posa la penna la sensazione di dejavù è fortissima. La stessa soddisfazione di quando da piccola chiudeva il quaderno su quello stesso tavolo e ci appoggiava sopra la penna, in attesa dell’approvazione della mamma.

La televisione, muta, trasmette un programma di approfondimento, di quelli da seconda serata. Luisa ha voglia di concedersi una sigaretta dopo quasi tre anni, magari con un bicchiere di porto, ma in casa non c’è niente, e dalla finestra aperta in camera da letto, la famigerata nebbia, a cui il sole, inevitabilmente, lascia spazio al tramonto, le fa passare la voglia di scendere a esplorare i dintorni. Chiude le imposte e prende una camicia da notte e una coperta dall’armadio.

Prima di spegnere la luce e andare sul divano dà un’altra occhiata al viso, composto, della madre. Sul comodino dei libri impilati, e, sopra, gli occhiali dalla montatura un po’ spessa per cui la prendeva tanto in giro da piccola. I volumi sono tutti tenuti in buon ordine, senza sottolineature o orecchie. Impossibile dire se fossero già stati letti o no. Luisa scorre i titoli e ne prende un paio che non conosce.

Piange, prima di addormentarsi, e non ci trova nulla di strano.

Ludovica Gazzé

Categorie: racconti

Editoria indipendente in festa!

Novembre 17, 2008 · 1 Commento

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progetti!

Novembre 8, 2008 · 2 Commenti

Cari amici

28 dicembre ‘08 se siete a Milano venite venite venite!!!

Io sarò allo

Spazio Mil · via Granelli · Sesto San Giovanni http://www.spaziomil.it/

Serata aperta al pubblico dove verrà presentato il progetto:

PPP

P.P.P. è un progetto nato nel 2007 da un’idea di Cristina Pezzoli,

regista, e Letizia Russo, autrice. L’idea artistica è di presentare

una “fotografia” dell’Italia di oggi, cercando di comprenderne le

ragioni ripercorrendo la storia del nostro paese dal Risorgimento ad

oggi. Questa idea nasce dall’urgenza di capire, in maniera non

giudicante, la realtà contemporanea italiana, nella prospettiva di

meglio inquadrare dal punto di vista politico, storico e sociale la

percezione dell’Italia dall’interno e dall’esterno del paese.

Se volete sapere di più di PPP andate nel sito www.pppteatro.it

Io è da circa un anno che seguo Cristina Pezzoli e nel gruppo ppp ci

sono ormai circa 30 attori, è un evento riuscire a mettere insieme

tante persone!

Forse anche nel mondo del teatro si vuole dare una svolta

Bisognerebbe vedersi a voce e parlarne insieme intanto io vi mando questo invito

E penso che sia una figata!

Non sarà un dibattito ma un evento teatrale dove il pubblico

parteciperà attivamente!

Per darvi un’idea di quello che avverrà e quello che stiamo studiando:

- ore 18,00 lavoro sul corpo tutti insieme

- ore 19,00 antropolaroid e foto

- ore 20,00 letture e dialogo con gli “invitati”

- ore 21,00 cena rituale

- ore 22,00 musica e dimostrazione

VIDEO YOU TUBE

Abbiamo preso alcuni video da you tube e stiamo studiando alcuni

personaggi tra i quali Rosa Bazzi (strage di Erba), Fabrizio Corona,

Annamaria Franzoni…

ANTROPOLAROID

chi siamo,da dove veniamo,dove stiamo andando…

preparare un pezzo teatrale di max dieci minuti su chi sei nel

presente,sulle radici,territoriali e affettive e su dove stai

andando,come vedi il tuo futuro.

lo stile è libero; può essere affabulatorio,gestuale,musicale…

fondamenti della propria identità,restituendola in un racconto che ha

per oggetto non tanto la propria autobiografia,quanto piuttosto ciò

che nella nostra biografia(e quella dei nostri genitori o inostri

nonni)ci mette in relazione con la Storia e le storie del nostro

paese.

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