Parkour de no’altri
http://www.20minutos.es/noticia/366827/0/puente/calatrava/valencia/
El Frullo sobre el puente de Calatrava en Valencia! Ahi que loca!
Slow mother
(la risposta fricchettona alle mamme manager con tre figli e il suv, liberamente ispirato a Giulia)
Ecco, lo sapevo, anche stavolta mi sono addormentata vestita, e il bracciale africano che ho rubato alla fiera dell’artigianato ha marchiato la mia guancia sinistra con buchi e grechette. Ho la bocca impastata e voglio una sigaretta, adesso. Le cerco nelle tasche dei jeans, mi cadono e si sparpagliano per terra di fianco al piatto incrostato di pesto che ho lasciato sotto al letto all’ultima maratona non stop di tutta la filmografia di Chaplin, una settimana fa. E’ passato troppo tempo, devo rifarne un’altra, altrimenti tutta questa nevrosi cittadina mi manderà ai matti. Il piatto però lo lascio, ho deciso che voglio una piantina di basilico in camera perché il verde si abbina bene con la coperta di lana cotta che mi ha regalato mia nonna.
Guardo l’orologio, sono le due del pomeriggio, forse dovrei fare qualcosa.
Ma cosa?
Ho voglia di un puzzle. Vado in camera di mia figlia Mary Flower Jane e prendo quello più grande che c’è, una scatola di zuppa Campbell di Andy Warhol in 5000 tasselli, gliel’ha regalato suo zio sperando che diventi una critica d’arte. Io non ero molto d’accordo, avevo paura che quest’icona inneggiante alla produzione in serie traviasse la mente di mia figlia. Ma lei per fortuna si è fatta sconfiggere presto dal numero mostruoso di pezzi ed è ritornata al suo passatempo preferito, disegnare con gli acquerelli sul muro del soggiorno. Ora è a scuola credo, anche se non sono molto sicura che ci sia scuola anche la domenica. Anzi, l’ultima volta che è andata a scuola di domenica è tornata a casa all’una di notte con un sospetto odore di fumo addosso, ma non le ho detto niente perché si sentiva che era roba buona. Scuola o non scuola a 8 anni una ha la testa abbastanza sulle spalle per cavarsela da sola, prendo il puzzle e lo rovescio sul pavimento del bagno. Stappo un bianco, mi immergo nella vasca ma prima metto sul bordo la radio e il phon perché dopo non avrò voglia di alzarmi per asciugarmi. Intanto butto occhiate al puzzle, quando l’avrò capito e sarò entrata nel modo di pensare di Warhol sarà un attimo assemblare i 5000 pezzi. Ascoltare i Velvet Underground mi fa venire l’ispirazione per terminare la mia nuova canzone, dieci minuti cantautoriali sul lavoro nei campi, ne sono molto fiera perché ho scelto un tema d’attualità e un format di canzone che non muore mai. Uscendo dalla vasca mi taglio con le piastrelle sporgenti, uno dei tanti lavori iniziati con tanto amore dal padre di mia figlia e piantati lì a metà. Chissà dov’è ora. Se n’è andato di casa il mese scorso perché aveva bisogno di cercare se stesso e ha il cellulare sempre spento. D’altra parte anche fosse acceso non me ne farei niente perché anch’io sono alla ricerca di me stessa da qualche settimana e così ho regalato il mio telefonino a un barbone perché nessuno mi disturbasse durante questa delicata operazione. Anche la madre di mia figlia è sparita, mi ha lasciato un biglietto sul cuscino dopo una notte d’amore folle dicendo che aveva bisogno di un po’ di tempo per sé. In questo tempo passato da sola in casa con Mary Flower Jane, sette cani, tre gatti, un pappagallo e le occasionali visite di mia madre (che passa solo per controllare che M.F.J. sia ancora viva, la malpensante) ho imparato a riapprezzare le piccole cose. Per esempio ho preso una nuova abitudine, rifarmi il letto ogni mattina. All’inizio è stata dura, voglio dire, fare la stessa operazione tutti i santi giorni, che cosa piccolo-borghese. Così ho inserito delle varianti: metto per prima cosa il copriletto, poi il lenzuolo, e infine ci salto sopra con Mary Flower, i cani e i gatti per dare quella consistenza vissuta che mi piace tanto al materasso. Anche in cucina ho deciso di rivalutare le piccole cose, a partire dalle pietanze: insetti cucinati in tutte le salse sono diventati la mia specialità dal momento che sono facilmente reperibili in ogni angolo della casa. Provare cose nuove mi piace molto, e così ho deciso che questa estate spedisco Mary Flower Jane dal ragazzo del mio pro-pro-cugino che abita in una casa popolare nel tredicesimo arrondissement di Parigi e vado a meditare nuda in una grotta di ghiaccio in Antartide. E’ un percorso spirituale organizzato da un gruppo di meditatori che ritengono che il ghiaccio procuri onniscienza e girano con due siberini legati alle tempie. Li ho scovati tramite un link su un sito di ricette con gli insetti e mi sono sembrati subito affidabili, tant’è che gli ho già pagato tutta la quota del viaggio spedendogli la mia carta di credito col codice segreto. Hanno assicurato di restituirmela a maggio. Intanto pensando al ghiaccio mi è venuta voglia di mohito, in fondo è naturale, son già le quattro del pomeriggio. Le mie serate iniziano sempre prima, e nel week end occupano tutto il giorno. La serata odierna cala al punto giusto, per oggi ho dato, ho concettualizzato una pianta di basilico e un quadro di Warhol, scusate se è poco.
Marta
MILANO
Sono appena appena svegli, sul tram.
Una vecchietta sta andando al mercato, sperando d’incontrare sua figlia con i bambini , non si ricorda che la figlia in questione se n’è andata, tanti anni fa, sbattendo una porta, non si rammenta la riconciliazione fatta di thè, di biscotti e di buone maniere, mentre la ragazza piangeva, per il solito stronzo, che appena ha saputo della gravidanza l’ha lasciata, non si ricorda dell’aborto. E si è dimenticata dell’ultima lite, dieci anni prima, del fatto che non si sono più sentite, si è scordata il trasferimento.
Un ragazzo che va a scuola, come al solito in ritardo perchè la sera prima ha fatto tardi con la sua fidanzata, Francesca, e adesso si preoccupa dell’interrogazione, fingendo indifferenza attaccato alla maniglia e dissimulando paura. Sta pensando ai continui litigi con i genitori, mentre scorrono le fermate, a come si sente il più disperato e incompreso del mondo, pensando che solo lui può capire tutto. E invece non capisce nulla.
Una donna sui trentacinque è assorta in un best seller comprato all’esselunga, preoccupata per il suo capo, che, causa lo sciopero dei tranvieri si arrabbierà per il suo ritardo, e forse le abbasserà lo stipendio, infischiandosene delle leggi e dei sindacati; hanno un bel dire loro, di scioperare, di farsi sentire, e se poi quello la licenzia con cosa mangia? Col manifesto di Marx e Hengels?
Un uomo che ama definirsi di mondo, che guarda fuori con aria assorta, anche se in realtà ha soltanto letto tante città – ne ha viste poche- in altrettanti libri, sta andando alla propria mostra nella sua “galleria d’arte contemporanea”, un buco in un vicolo, che è frequentato da “gente d’arte”.
I soliti quattro bevitori di rosso del bar “paradiso” sotto casa.
Un operaio in tenuta da lavoro ha finito il turno di notte, sta tornando a casa, pensa al fatto che quando occupavano il liceo non pensava finisse così, a fare veramente l’operaio, veramente con la tuta da lavoro ed una stanchezza infinita sulle spalle e negli occhi.
Stanno andando, il tram li sballottola, scendono ad uno ad uno.
Ed io osservo, dallo specchietto, li conosco ormai, riconosco i tipi alla prima occhiata, mentre guido in questa mattina nebbiosa, mentre avviso le belle ragazze dei controllori, mentre mi spavento per gli ubriaconi che mi ricordano mio padre, mentre ho paura di addormentarmi, su questo tram che gira in tondo, il mio turno finisce a mezzogiorno. Ancora cinque ore, di donne in carriera, di ragazzi schiamazzanti, di fidanzatini, tutti un po’ isterici, in questa città che tiranneggia, Milano.
In tutte le zone, milanesi, turchi, russi, tutti in fretta, nessuno che si guarda negli occhi, alcuni se ne dispiacciono anche, ci provano, a guardarsi, ma Milano li annienta. Milano stanca e rende ipercinetici, Milano è la capitale della moda e dell’isteria.
Ce ne sono tante di Milano. C’è la Milano di Brera, con i mezzi ubriaconi, le commesse delle boutique di lusso, e i ragazzi che cercano di imitare gli artisti. C’è la Milano degli artisti veri, sparsi in tutta la città, che si riconoscono al primo sguardo, fanno sedere le vecchiette e mettono in ridicolo i ragazzini, gli artisti che sono tutti un po’ stronzi. C’è la Milano di Pagano, di via Venti Settembre, fatta di avvocati con mogli che giocano alle alternative, comprando stracci di cachesmeare e cibo biologico, venti euro un pezzo di pane. E poi c’è la Milano degli ubriaconi, che salgono qui sopra a tutte le ore e intimidiscono la gente, abituata alla propria veduta della città, la spaventano, perchè una Milano non ce l’hanno,e sono gli unici che la conoscono a fondo, questa merda di città, che hanno capito il suo marciume. Ma è vero che fanno paura, una paura porca.
Perchè non sono in loro stessi, perchè non stanno alle convenzioni, si mettono a parlare con gli altri, non si rinchiudono, sputano e urlano, vogliono comunicare, hanno un bisogno immenso di comunicare. E gli altri, quelli che in fin dei conti recitano una parte, che sono dei personaggi, non hanno nessuna voglia di mettere in discussione la loro posizione, sul tram e nella vita,ad ogni domanda che si pongono cercando la risposta che gli si confà, non la verità.
In questa dannata ultima ora che non passa più, in questa benedetta ultima ora in cui ti fermi a pensare ,
penso.
Penso che io mi sento superiore, su questo arnese che gira, ma alla fin fine non sono come loro? Non sono anch’io un ragazzo che pensa di avere per le mani il segreto del mondo, un uomo convinto di essere un’artista, un’artista vero? Ma più di tutti mi sento un ubriaco, perchè ogni tanto mi perdo, nei pensieri, nelle domande, per le strade, con mia moglie.
E la conosco, questa città, fatta di caffè, di tisane e di superalcolici.
La amo, in fondo, perchè ormai fa parte di me.
Roma ti entra dentro, Firenze ti cambia, con il ponte vecchio e i fiorai, Milano ti si appiccica addosso e non ti lascia più andare.
“la tristezza pervade tutto, perfino l’allegria. Senza quella, nemmeno l’allegria può esistere.”
“felicità, Will Ferguson”
Chiara Angiolini








