ROSSOPANE

Post da Febbraio 2008

metasemantica

Febbraio 24, 2008 · 2 Commenti

Il Lonfo

Il Lonfo non vaterca né gluisce
e molto raramente barigatta,
ma quando soffia il bego a bisce bisce
sdilenca un poco e gnagio s’archipatta.

E’ frusco il Lonfo! E’ pieno di lupigna
arrafferia malversa e sofolenta!
Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna
se lugri ti botalla e ti criventa.

Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto
che bete e zugghia e fonca nei trombazzi
fa lègica busìa, fa gisbuto;

e quasi quasi in segno di sberdazzi
gli affarferesti un gniffo. Ma lui zuto
t’ alloppa, ti sbernecchia; e tu l’accazzi.

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Io parto, ancora di nuovo sempre

Febbraio 19, 2008 · 5 Commenti

Rifarò le valigie e partirò stanotte mentre dormi

Ma ti darò appuntamento domani

Per credermi ancora qui e farlo credere a te

Non mi piace lasciar faccende irrisolte

Ma la faccenda irrisolta più grande sono io

Per questo preferisco non dirti niente

E lasciare che tu ti dimentichi di me

Ti lascio i soldi per il prossimo giro

Scarpe che non entrano in valigia

E null’altra spiegazione salvo queste righe

Io parto, ancora di nuovo sempre

Ho l’abitudine di non avere abitudini

Salvo questo vizio senza radici

Non ti riconoscerò se ci incontreremo

Ogni posto ha le sue facce

Che difficilmente hanno valore altrove

Lascio a voi che siete capaci gli addii

Che io già ho un piede sul treno

La testa che pianifica a tutta velocità

E neanche gli spiccioli per un caffè

Marta 

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NO EXPO- comunicato stampa dopo la pedalata irriverente

Febbraio 5, 2008 · 1 Commento

Il Comitato No Expo ha incontrato il Segretario Generale del BIE

Milano 4 febbraio 2008. Una delegazione del Comitato No Expo ha
incontrato il Segretario Generale del BIE, Vicente Gonzalez
Loscertales, a cui è stato consegnato direttamente il dossier
contenente tutte le critiche alla candidatura di Milano ad ospitare
l’Expò nel 2015.
Durante l’incontro il Comitato No Expo ha sottolineato in particolare
le problematiche della mobilità, delle grandi opere, della qualità
della vita e dell’ambiente connesse all’esposizione universale,
evidenziando come il progetto di candidatura sia stato costruito più
sugli interessi speculativi dei grandi gruppi economici che non sugli
interessi dei cittadini.
Il Segretario Generale del Bie ha mostrato un particolare interesse
soprattutto per le critiche relative al sito individuato per ospitare
l’Expò 2015, un’area adiacente al nuovo polo fieristico di proprietà
di Fiera e Cabassi.
In un’area già attualmente congestionata in occasione delle
manifestazioni fieristiche si costruirebbero i nuovi capannoni per
l’Expò 2015, aggiungendo un traffico di circa 65.000 automobili al
giorno a quelle del normale traffico fieristico, creando così enormi
problemi non solo per i cittadini di quella zona ma anche per chi
vorrà visitare l’esposizione universale.
Lo stesso Loscertales ha poi sottolineato che le esperienze passate in
cui l’Expò si è tenuta nel medesimo sito e contemporaneamente ad altre
esposizioni fieristiche, hanno evidenziato elementi di forte
criticità.
L’incontro si è concluso con un impegno ad ampliare il processo di
partecipazione di associazioni e cittadini nel caso in cui, alla fine
di marzo, l’Expò 2015 fosse assegnata a Milano.

COMITATO NO EXPO
www.noexpo.it

comunicato stampa

consegnato al BIE IL DOSSIER DI NOEXPO

Dopo la mobilitazione di sabato (2 febbraio) e la  consegna simbolica
del dossier sull’Expo ai Commissari del B.I.E. presso l’hotel Principe
di Savoia, nella giornata di oggi il ‘comitato NoExpo’ ha consegnato
al Segretario Generale del B.I.E. il dossier stesso e spiegato le
ragioni del nostro NO.

Abbiamo ribadito che Milano e i territori coinvolti non possono
sopportare la calata di cemento che l’Expo e le opere collegate
porteranno – un’operazione di cui beneficeranno pochi grandi interessi
e non i cittadini – abbiamo sottolineato l’assenza di ogni processo
democratico e di partecipazione nell’operazione Expo. Restiamo
convinti che Expo non solo non risponde ai bisogni e ai problemi della
città (mobilità, inquinamento, case a prezzi bassi, devastazione dei
beni comuni, consumo energetico), ma aggraverà il congestionamento,
aumenterà la speculazione, genererà maggiore precarietà nel mondo del
lavoro (basta guardare l’esempio Fiera).

Infine abbiamo evidenziato come né le grandi campagne né gli organismi
sopranazionali hanno risolto ad oggi i problemi alimentari del
pianeta. Siamo convinti che solo con il protagonismo dei popoli e dei
territori si possono affrontare e risolvere le piccole e le grandi
questioni.

Comitato NoExpo

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La chanson du dimanche

Febbraio 3, 2008 · Lascia un Commento

Prendi Parigi, la domenica, siediti per strada e tirale giù la gonna.

La chanson du dimanche fa satira da marciapiede da febbraio 2007: ogni domenica Clément Marchant (chitarra e voce) e Alexandre Castagnetti (synth e voce) si siedono in un punto diverso di Parigi, si fanno riprendere mentre cantano una canzone cinica su un tema d’attualità e poi mettono il video in rete. Lo schema è sempre lo stesso: i due indossano ogni domenica gli stessi vestiti; il video inizia con uno zoom su un particolare dello sfondo che ha a che fare con la canzone; infine presentano dicendo “Salut! C’est la chanson du dimanche! La peche!”. I due parlano di economia, ecologia, politica e personaggi famosi. A fargli fare il botto è stata “Petit cheminot” (“piccolo ferroviere”), concepita a novembre scorso quando un fiume di scioperi ha paralizzato la Francia: con accento inglese cantano le periperizie di un povero cristo che arriva a Parigi e non può prendere il treno, il taxi, il bus, andare dal dottore, vedere un professore senza capire perchè…La spiegazione è che “Aujourd’hui c’est la grève!” (“oggi c’è sciopero!”), e come cantano alla fine della canzone l’unica cosa che non sciopera mai in Francia sono le prostitute. Semplice e pulito, magari puoi sembrare un coglione, però se dici cose intelligenti finisce che mezza Francia conosce a memoria le tue canzoni, apri un sito, un blog, un myspace e ti chiamano pure in giro a fare concerti.

http://myspace.com/lachansondudimanche

Marta

Categorie: Uncategorized

Al ritmo dei nostri pensieri.

Febbraio 3, 2008 · 1 Commento

Faceva freddo. Uno di quei freddi gelidi, che scivolano sotto le giacche, che sfiorano le ossa, che ghiacciano la fronte. Una pioggerellina finissima bagnava le città, talmente fine che quasi non la vedevi, la sentivi soltanto. Un umido velo bagnato si sdraiava sulla tua pelle, sulle nere strade asfaltate. Eppure tu camminavi. Mi sono sempre chiesto come facessi, a camminare con questo tempo da cani, eppure tu lo facevi. Camminavi sempre, tu.

Io ti incontrai per caso, in quel gelato pomeriggio di dicembre, in una piccola stradina buia di Milano. In una di quelle strade che scappano lontano dal centro, che con i suoi assordanti rumori e le sue scritte troppo luminose le fa fuggire fino ad arrivare negli angoli  piu oscuri e stretti della vecchia e quasi dimenticata Milano.

Tu camminavi. Le All Star rosse, i jeans fradici, un lungo cappotto nero. E il tuo sguardo. Chissà cosa vedeva, chissà che cosa inseguiva.

Io mi fermai, vedendoti venire incontro. Tu non mi vedesti e continuasti a camminare. Mi venivi sempre piu vicina, lo sguardo perso. Io sapevo che sarebbe stato giusto spostarsi dalla tua rotta, ero in mezzo ai piedi, non era possibile stare fermo impalato come un ebete eppure rimasi lì, immobile.

A mezzo metro dalle mie scarpe, le tue si fermarono. Alzasti la testa e mi guardasti. I tuoi capelli erano coperti da migliaia di piccolissime gocce di pioggia, sembrava una ragnatela di seta si fosse posata sulla tua testa.

“Dove vai?”, ti chiese d’un tratto la mia voce senza che io potessi impedirglielo.

“Non lo so’”, tu sorridesti. Soltanto i tuoi occhi sorridevano. Le labbra rimasero in attesa, socchiuse.

“Posso venire con te?”

“Non lo so.”

E cosi iniziammo a camminare. In silenzio. Non sentivo il bisogno di intrattenerti, sapevo che qualsiasi cosa che avrei potuto dire, sarebbe stata fuoriluogo, sarebbe stata rozza e imbarazzante.

Così camminammo, sotto una leggera tenda di pioggia.

“Sai, credo che camminare sia la salvezza di noi uomini”

La guardai sorpreso.

“Io non potrei vivere senza camminare, credo. Non ti accorgi, che al ritmo dei tuoi passi i tuoi pensieri iniziano a scorrere?! Diventano un ruscello, gorgogliando escono dalla tua testa e cascano per terra. Scivolano sull’asfalto, a volte finiscono in una grata, il piu delle volte restano lì. Pozzanghere di pensieri. Quando i miei pensieri sono tutti appiccicosi diventano un pappone viscido e spesso mi domando se i poveri pedoni non possano scivolare mettendo un piede in una pozzanghera di pensieri così strani e annodati.” I tuoi occhi , avevano il colore delle foglie, ripresero a sorridere.

“Ti sembro matta, dì la verità.”

“No”, guardai le punte delle mie scarpe che camminavano davanti a me, che mi conducevano sicure sulle strade nere e lucide.

E allora me ne accorsi. Un silenzioso mormorio nella mia testa diventava sempre piu forte. Ed allora li sentii arrivare. Come se eccitati parlassero tra di loro, i famosi pensieri si stavano avvicinando. Quei pensieri che avevo disperatamente cercato di nascondere. Avevo cercato di barricarli nelle profondità del mio cervello, li avevo scaraventati il piu lontano possibile al fine di evitare un pò di dolore. Ed ora eccoli lì.

Il viso di mia madre. Gonfio di pianto, segnato dalle prime rughe. Seduta immobile nella poltrona blu, il braccio le cade, le dita pallide sfiorano quasi il tappeto, non mi sente quando la chiamo, non si accorge delle mie goffe carezze.

Mio padre è scappato. Una lettera sul tavolo della cucina. Un foglio bianco, la sua bella calligrafia ordinata e curata. Ci vuole bene, mamma. Ha scritto che ci vuole bene, hai sentito? Pero’ è scappato, eravamo troppo per lui, non ce la faceva piu. Papà, che cosa hai fatto? Non ti capisco, ma dove sei andato?

Mamma ti prego alzati da quella poltrona, alzati! Mi chiedi una sigaretta. Io te l’accendo, e te la infilo tra le labbra. Mamma, attenta che ti cade la cenere.

Lo stronzo ha un’amante. Ha sicuramente un’amante. Mamma, attenta alla cenere.

Le immagini attraversavano la mia testa come se fosse un’autostrada. Veloci come dei raggi di luce.

Facevano male, finalmente arrivava il dolore. Pungeva forte nello stomaco. Mi sembrava che il cuore venisse stretto da fili di nylon  che lo attorcigliavano, pulsava tremante, incatturato.

Ma poi le immagini cadevano per terra. Giuro, cadevano per terra. E rimanevano lì. Ad ogni passo ne perdevo e le lasciavo sull’asfalto. I pensieri cominciarono davvero a scorrere, a grosse gocce si infrangevano contro la strada. Un passo dopo l’altro, scivolavano sotto le suole delle mie scarpe. Lisci, fluidi correvano sul mio impermeabile e si mischiavano con la  pioggia leggera.

“Funziona”, ti dissi. Mi guardasti da grandi foglie autunnali.

“Vedi, pensavi che ti prendessi in giro?

“Ho freddo, ci prendiamo qualcosa da bere?”

Ti presi la mano, era gelida, e ti portai via con me.

Camminammo per la bagnata Milano invernale, al ritmo dei nostri pensieri.

Anna M.

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PEDALATA IRRIVERENTE NOEXPO2015

Febbraio 1, 2008 · Lascia un Commento

SABATO 2 FEBBRAIO ‘08 – ORE 15
PIAZZA CADORNA – MILANO
PRESIDIO E…  PEDALATA IRRIVERENTE AntiExpo

Diverse realtà milanesi, associazioni e centri sociali hanno deciso di
scendere in piazza il 2 febbraio, in occasione dell’arrivo a  Milano,
nell’ambito della campagna pro Expo 2015, dei commissari del Bie e dei
rappresentanti dei 140 paesi che ne fanno parte.
Ancora una volta Milano dal 2 al 5 febbraio tornerà ad essere una
città vetrina, in cui non c’è spazio per ciò che la giunta milanese
considera “rifiuti”: il processo di espulsione e di “pulizia” colpisce
dal murales, al rom, dal senzatetto, al centro sociale, attraverso un
controllo sfrenato e una vera e propria militarizzazione del
territorio.
Ma questi giorni sono solo l’apice di quanto avviene quotidianamente
in città e nelle periferie, dove le politiche securitarie di chi
amministra sono l’altra faccia del processo di speculazione,
cementificazione e devastazione dei territori controllati.

CONTRO LE POLITICHE SECURITARIE, LE SPECULAZIONI SUL TERRITORIO E LA
CITTA’ VETRINA
pedalata irriverente noexpo

Categorie: città