ROSSOPANE

non bestemmio solo perchè questo spazio è abitato da rispettabili fanciulle..

Pubblicato in Logistica ideologica, Opinioni confutabili, Scritti e racconti da rossopane il Gennaio 19, 2007

questo articolo è tratto dalla prima pagina delle notizie di yahoo mail..
whatthefuck!?

NEW YORK, 18 gennaio (Reuters Life!) – Con la stagione degli Oscar alla porte, gli occhi degli appassionati di gossip e moda saranno tutti puntati sulle celebrità che sfileranno in passerella . Con una differenza: ora si potrà segnalare ogni spallina fuori posto o di cattivo gusto alla “Polizia della spallina”.

Con le spalline dei reggiseni che si sono ormai trasformate da un sistema pratico ad un oggetto all’ultima moda, un sito Internet ha lanciato un servizio “name-and-shame” per svelare quali celebrità del mondo dello spettacolo soffrono della “sindrome da brutta spallina”.

Margarita Reis, che gestisce la società produttrice di reggiseni Margarita Couture, ha detto che il numero crescente di spalline all’ultimo grido per i reggiseni — colorate, di plastica, ornate di cristalli Swarovski o decorate con fiori — non offre più scuse alle donne perché lascino intravedere al pubblico spalline sciupate o scolorite.

Per questo ha creato la “Polizia della spallina” sul suo sito Internet www.brastraps.com: perché a nessuno possano più sfuggire le sgradevoli spalline fuori posto.

“La sindrome da brutta spallina è quella che colpisce le donne che indossano vestiti eleganti e osano mettere in mostra le spalle incuranti di avere una spallina del reggiseno sgradevole o fuori posto”, ha detto Reis, una musicista diventata venditrice di reggiseni a Fort Lauderdale, Miami.

Reis ha detto di aspettarsi molte segnalazioni.

“Di recente stavo guardando una importante cerimonia di premiazione e ho visto una celebrità molto conosciuta che portava spalline di reggiseno sporche sotto un bellissimo vestito da sera: si tratta di un clamoroso passo falso!”

“Se loro — o qualcuna delle vostre amiche — sono colpevoli di aver commesso una simile infrazione del codice di moda, allora inviate loro un avviso della Polizia della spallina”, ha detto Reis.

PROGETTO Rossopane

Pubblicato in Logistica ideologica da Sarah il Gennaio 18, 2007

Ecco, questa mail mi arrivò a seguito di una discussione sullo scrivere progetti per ricevere finanziamenti.Si trattava dell’anno scorso, ma non credo che le cose siano di molto cambiate. Enjoy.

ciao sarah
come ti dissi, ecco intanto un buon link per CAPIRE cosa sta dietro aprogetti etc…
http://www.ciessevi.org/content/category/4/45/114/
c’ uno dei quaderni che si chiama dall’idea al progetto, have a look a quello.
poi, in generale, per il tipo di diea che avete voi, e sapendo che andate a richiedere fondi senza un bando aperto, non stare a fare schemi troppo elaborati.
ricordati solo che l’importante è che sia chiaro quale idea ci sta dietro,che obiettivi volete raggiungerli, come li volete raggiungere, a chi è rivolto il progetto e come lo realizzate, quindi con che azioni e che strumenti userete. ricordati di essere chiara, sintetica, realistica e soprattutto che quello che scrivi sia sempre tangibile, cioè misurabile, quantificabile,verificabile. non ha mai senso parlare della pace nel mondo, se non parti dal fare la pace col proprio fratello in casa, insomma.
quindi diciamo che in sintesi potresti seguire uno schema un po’ free del tipo:
PREMESSA E CONTESTO (idea progettuale, in poche parole, senso del vostro progetto e situazione ante quo. cioè per esempio qualcosa che spieghi che la città di milano fa schifo è buia grigia e non ci si guarda neanche in faccia e non ci si parla nemmeno allora serve ridare il sole a questi zombie su due gambe, tramite una sferzata di parole)
CHI SIAMO (chi siete?descrizione breve dei proponenti)
A CHI E’ RIVOLTO IL PROGETTO (a chi è rivolto, chi sono i destinanatri? 1bambino, 1000 operai 1 milione di commercialisti?)
OBIETTIVI DEL PROGETTO (che volete fare? e come? che ne so, qualcosa tipo:assumere maggiori responsabilità rispetto all’importanza del verde pubblico tramite opere di rimboschimento)
AZIONI PREVISTE (attaccare 3500 manifesti in centro, dipingere 12 auto dellapolizia di rosa fucsia, etc. ricorda: per ogni obiettivo devono essere esplicitate le azioni!)STRUMENTI/METODOLOGIE (in conreto, così poi lo spieghi nel budget: dj set festa a base di bamba, manifestazione in piazza armati di secchi e pennelli per dipingere i lampioni…etc questi strumenti sono legati alle azioni che fai)
BUDGET dato che non credo che chiederete i miliardi, ecco che qui puoi fare un semplice elenco delle voci di costo.
VOCI DI COSTO:attrezzature 150 eurobombolette spray 30 eurocolla per manifesti 400 eurostampa a colori di 3500 locandine 1000 euro pallette per giocoleria 12 euroetc etc etc
TOTALE COSTI: 150000 euro
TOTALE RICHIESTA FINANZIAMENTO: 7000 euro capisci?
insomma, per fartela breve, ricorda questo: ogni cosa è collegata alla precedente in un quadro d’insieme fluido e organico che permetta sempre di capire dove ti trovi di preciso al momento della lettura…per farla brevissima: Pillola blu ti svegli domani e non ricordi nulla, pillola rossa e scopri quant’è profonda la tana del bianconiglio capito no????
cmq per altre cose, no problema, sono qui quo qua

GOVERNO, CONCORSO PER I GIOVANI "MANDATECI I VOSTRI PROGETTI"

Pubblicato in Logistica ideologica da bibatella il Gennaio 17, 2007

“Presentato da Melandri: obbiettivi innovazione e utilità sociale

ROMA- Servono iniziative e progetti per il Paese: per questo il governo lancia il concorso “Giovani idee cambiano l’Italia”, aprendo un sito web e invitando le nuove generazioni a collaborare con le loro energie con le istituzioni. Indetto dal Dipartimento per le politiche giovanili e le attività sportive all’inizio di Gennaio e presentato ufficialmente ieri dal Ministro Giovanna Melandri, il concorso è rivolto ai 18-35 enni e la scadenza del bando è fissata per il 15 Marzo 2007. Saranno premiati i migliori progetti riguardanti: innovazione tecnologica, utilità sociale ed impegno civile, sviluppo sostenibile, gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani. I vincitori, ai quali saranno assegnati contributi fino a un massimo di 35 mila euro, avranno dodici mesi di tempo per realizzare le loro idee, condizione essenziale per avere il contributo. L’iniziativa utilizza le prime risorse del Fondo per le politiche giovanili previsto dalla scorsa Finanziaria: due milioni di euro stanziati a partire dal 2007.
LA commissione che esaminerà i progetti sarà guidata da Umberto Galimberti e tra i suoi membri ci saranno don Luigi Ciotti e Domenico Procacci. Il ministro immagina poi sviluppi futuri del concorso,facendolo diventare ” un sostegno all’autoimprenditorialità”: in futuro potrebbe esserci lòa possibilità di accedere a qualche forma di credito agevolato.”
Repubblica: 17/01/07

Massacroamoroso

Pubblicato in Opinioni confutabili, Scritti e racconti da Sarah il Gennaio 15, 2007
Si dice che si raggiunge la completezza attraverso l’amore, che dobbiamo trovare la nostra metà complementare. E se invece la completezza fosse nell’individuo singolo? Forse l’amore è solo un bel modo di incasinarsi la vita.
L’individuo singolo è stabile: non dipende da oscillazioni emozionali.
L’individuo singolo è stabile: segue le sue tempistiche e le sue necessità.
A volte mi ritrovo a chiedermi se davvero la soluzione non si trova nelle frequentazioni senza impegno. Il sesso credo serva, forse sono tra quelli che lo sopravvalutano…
Ogni volta che c’è una relazione, c’è qualcuno che sta male. E allora qual’è la risposta? Finora soltanto stupide frasi fatte farcite di banalità. E poi alla domanda “A quante persone hai detto ti amo?” si risponde sempre “Poche”. Ovviamente si raccomanda aria contrita con espressione che cerca di rispecchiare il dolore nel mondo. Perchè bisogna dire “poche”? Ho detto “Ti amo” nella mia vita. Se fosse vero non lo so, ma almeno in quel momento ci credevo. Si può dire a 20 anni di aver amato? E se domani capitasse di provare qualcosa di più forte? Cos’era quindi quello prima?
La singolarità porta equilibrio.
Durano davvero per sempre alcune relazioni? Oppure si finisce a stare legati solo dalla paura della solitudine o dal vincolo legale? Esistono davvero matrimoni che non finiscono?
Leggo parole scritte da amici e per tutti l’amore si trova lì, nel periodo che va tra bambini e adulti. Il mio coinquilino dice che è tutto frutto della pubertà.. così, tutta una semplice questione chimico-fisica. Lui sta con una e nel frattanto se ne scopa un’altra, tra l’altro molto più brutta della sua partner. Ma questa è sessualità, non amore.
La sessualità: altro punto dolente. Davvero l’amore è in grado di rinchiuderla in uno schema razionale, quale la coppia? Io non credo, ma so che esistono vie di fuga.
Però diciamocelo: non ci credo, ma nel profondo del mio cuore cinico ci spero. Nel frattanto però la felicità la cerco in altre cose, dove sono sicura di trovarla.
Giulia

ALL’INIZIO TUTTO ERA PAZZESCO

Pubblicato in Amici e ammirazione sparsa, Scritti e racconti da rossopane il Gennaio 9, 2007
Ringrazio Albe per aver spolverato il mio 27 febbraio. Rossopane, allora, era ancora solo una stanza in costruzione, fatta di parole, vino, illuminazioni e -naturalmente- discussioni ad alta voce.
E noi cucivamo tutto questo con una nuova consapevolezza, con Ia prima vera coscienza di noi. O almeno, per me è stato così. E questo è un pezzetto scritto proprio lì, in un angolo della mia stanza rossa, quella inaugurata all’inizio dell’anno scorso. Mi ricorda tante cose, e mi fa sorridere.
E’ uno scrittino ingenuotto, in effetti, e non parla di molto. E’ solo la sensazione, ancora incerta, che qualcosa stia venendo alla luce. E mi piaceva pensare che, anche sul blog, ci fosse un pezzetto di quel faticosissimo parto.
Siamo un po’ più grandi, adesso?

27 febbraio 2006

Non sono brava a scrivere, non sono abituata ad esprimermi così, ma quando succede che le dita prudono lo faccio volentieri.
Mi piace colorare, tagliare, appiccicare spunti di riflessione più o meno lunghi, mi piace parlare.

Quella che cerco è una dimensione collettiva, coscienziosa della nostra realtà. E’ il nostro momento, d’altronde, non possiamo sorvolarlo come ombre, siamo i ventenni del ventunesimo secolo, il futuro è nostro! Non dobbiamo rassegnarci al fatto che molto, o quasi tutto, ci ha già preceduti. Cerco una rete di contatti perché ORA ho bisogno di sentire quanti siamo – ad accorgerci che qualcosa non va, a guardare dalla stessa parte. Siamo forse stati abituati a considerarci i passivi discepoli di epoche d’oro, o è stato un nostro riflesso spontaneo? E’ un disagio troppo grande! Ci sono cose che vogliamo cambiare, si? E non mi si dica che i mezzi sono solo quelli che per anni ci hanno privati di credibilità e coesione (proprio perché figli di qualcosa di diverso)!

Sono vissuta nell’individualismo, fin qui. O meglio, in un gruppo ristretto. Cos’è stato? Forse la stupida convinzione di non avere più carte, la pigrizia scaturita dai soliti, comodi meccanismi sociali? O forse la paura, la solita, infima paura di lasciarsi andare, di uscire da sé?
Apro gli occhi dopo molto tempo, e rossopane mi aiuta a fare chiarezza in un orizzonte che nessuno mi ha mai raccontato prima. Voglio che certe tematiche inizino a girare. Voglio sentire che si può essere simili e si può diventare forti in una dimensione numericamente molto più ampia. Non so se si può, non ho mai visto niente del genere. Voglio arrivare al cervello delle persone ma anche al mio, è presunzione o confusione? Forse la presunzione della confusione che cerca di risolversi in qualcosa di esterno. Voglio leggere qualcosa di bello, di colorato, di costruito con Ia passione e la delicatezza con cui si impastano le michette. Voglio conoscere molto meglio quello che mi succede attorno, e la bellezza del mondo – non solo lo schifo e le critiche!
Sapere quel che succede, entrare nelle vene del nostro secolo. Voglio imparare a parlare, al posto che stare zitta e difendermi in un cantuccio tutta stizzita. Voglio urlare, come suggerisce frà.
Voglio lavorare con le persone che stimo di più, ma anche con tante altre, ad un progetto che al puro sentimento letterario affianchi il senso della realtà, e la voglia di fare ciò cui finora non abbiamo saputo trovare una collocazione. Vorrei scoprire un nostro modo di affrontare le questioni del presente, senza riciclare quelli del passato, che vanno conosciutistimaticitatiosannati, certo, ma che non possono più essere appiccicati ad un posto che ormai è completamente diverso da quello d’origine!

Voglio comunicare con le persone- in qualsiasi modo- perché ci si arricchisce così tanto!Dunque dove sta il motivo della chiusura? Sarei probabilmente molto diversa, se certe cose le avessi viste prima- ma forse è proprio adesso il momento di certe riflessioni.. Devo crescere ancora tanto e chiarirmi le idee. Voglio imparare. La mia lista di banalità. è scalfita dall’orrida consapevolezza che per me, queste cose, non sono mai state ovviea. (com’è potuto succedere? … )

CIPPIRIMERLO

Pubblicato in Attraversamenti urbani, Scritti e racconti da Sarah il Gennaio 8, 2007

Bisogna essere sempre ubriachi.

Tutto sta in questo: E’ l’unico problema.
Per non sentire l’orribile fardello del tempo.
Del tempo che rompe le vostre spallee
vi inclina verso la terra,
bisogna che vi ubriacate senza tregua.
Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,
a piacer vostro. Ma ubriacatevi.
E se qualche volta sui gradini di un palazzo,
sull’erba verde di un fossato,
nella mesta solitudine della vostra camera,
vi risvegliate con l’ubriachezza già diminuita o scomparsa,
domandate al vento, all’onda alla stella all’uccello all’orologio,
a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme
a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta
a tutto ciò che parla, domandate che ora E’;
Ed il vento, l’onda, la stella, l’uccello, l’orologio vi risponderanno
“E’ l’ora di ubriacarsi !”
Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;
Ubriacatevi senza smettere!
Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.

il 2006 in 60 secondi

Pubblicato in Logistica ideologica, Opinioni confutabili da bibatella il Gennaio 1, 2007

“Il 2006 si chiude nel peggiore dei modi con il cappio al collo di Saddam Hussein, esecuzione capitale spettacolarizzata, macabra e sadica e per questo sbagliata e pericolosa, come sbagliata e pericolosa è la politica estera dell’era Bush.
Quello che si chiude è stato un anno brutto, a volte feroce a volte fesso.
E’ stato l’anno della fine del governo Berlusconi, ma non della fine del berlusconismo, che ha fatto terra bruciata del diritto, della politica, della tv, della pubblicità, del cinema e della cultura.
E’ stato l’anno del ritiro delle truppe italiane in Iraq, ma del rifinanziamento della missione in Afghanistan.
E’ stato l’anno dei giornalisti spioni, l’anno dei Betulla, dei Pio Pompa, degli Scaramella e del Polonio 210.
E’ stato l’anno di Vallettopoli, di quel modo di andar per il Sottile sulla Rai, terra di conquista della Cdl, tra sesso e potere.
E’ stato l’anno delle bravate di un Savoia, che, tra puttane e slot-machine ha disonorato la benevolenza del Parlamento che revocò il divieto costituzionale di rientrare in Italia per i discendenti maschi dell’ex Re.
E’ stato l’anno della ripresa delle attività criminali a Napoli, delle manifestazioni dei ricchi al Billionaire per non pagare le tasse e delle manifestazioni delle corporazioni dei tassisti, dei commercialisti, dei panettieri e degli avvocati.
E’ stato l’anno del muro contro muro tra editori e giornalisti.
E’ stato l’anno dell’ indulto, cui hanno beneficiato Previti e sodali.
E’ stato l’anno dello strapotere della cultura nella tv pubblica affidata a Marzullo, dell’ennesimo libro di Bruno Vespa.
E’ stato l’anno dei cinepanettoni, della folla di testimonial negli spot, dei filmati sul bullismo inviati su Internet.
E’ stato l’anno del precariato, del lavoro nero, dello sfruttamento e la schiavitù dell’immigrazione clandestina. E’ stato l’anno delle vignette su Maometto e della gaffe anti-musulmana del Papa a Ratisbona.
E’ stato l’anno della mattanza estiva di immigrati nelle acque della Sicilia. E’ stato l’anno degli insulti in Parlamento contro un deputato transgender e della misericordia negata dal Vicariato di Roma a Piergiorgio Welby.
L’anno che si conclude vedrà ancora tre italiani rapiti in Nigeria, atto di accusa contro l’Eni che, al pari di tutte le compagnie petrolifere, sfrutta un paese africano, per via del petrolio.
Contemporaneamente, è stato l’anno del record del prezzo della benzina. Non rimpiangiamo il 2006, se ve vada al diavolo.
I nostri occhi sono puntanti sul 2007, perché ha una montagna di problemi da risolvere. Lo faccia presto e bene, perché oltre gli occhi punteremo il dito accusatore contro ogni forma di pessimo spettacolo della politica, della cultura, dell’economia, della tv, della pubblicità e del cinema. L’anno che verrà doveva già essere qua da almeno una decina d’anni.”(Da Megachip-democrazia nella comunicazione)