oaxaca,mexico : i compagni bety cariño e jyry jaakkola assassinati dai paramilitari
L’associazione rossopane si impegna a diffondere e trasmettere il comunicato di informazione, solidarietà e sostegno, che riguarda i recenti attacchi avvenuti nel territorio di Oaxaca, Mexico.
Questo comunicato si fa intrinsecamente tramite delle storie di Bety e Jyry, che devono essere conosciute e portate alla luce del sole.
I racconti e le esperienze nella terra di Oaxaca vissute da una nostra compagna, che ha sempre condiviso la sua passionaria determinazione in questa lotta, motivano e intensificano un legame con la popolazione mixteca con cui, soprattutto ora, sentiamo un legame più forte di altri e di cui vorremo continuare a raccontare.
rossopane.
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Milano, 30 aprile 2010
Alla popolazione italiana e del mondo,
alle organizzazioni sociali,
agli organismi dei diritti umani nazionali e internazionali,
ai mezzi di comunicazione alternativi,
alla società civile,
di fronte ai recenti attacchi perpetuati contro la carovana umanitaria che il giorno 27 aprile 2010 si dirigeva verso il municipio autonomo di San Juan Copala, nello stato di Oaxaca, Messico, è necessaria la solidarietà internazionale dei popoli del mondo.
Denunciamo energicamente il disinteresse del Governo messicano e lo invitiamo a chiarire il perché di questi fatti deplorevoli in cui un difensore dei diritti umani finlandese Jyry Jaakkola, e l’attivista messicana, nostra compagna, Bety Cariño, sono stati raggiunti da proiettili di paramilitari e assassinati nei pressi del villaggio La Sabana sulla strada per Copala. Fin dal 2006, con la repressione del movimento della APPO (Assemblea Popolare dei Popoli di Oaxaca), il governo statale di Ulises Ruiz ha dimostrato che la vita della società civile non importa finché lui sta al potere: sotto gli occhi del mondo continua a reprimere e assassinare la popolazione.
La carovana aveva l’obiettivo di sostenere attivamente l’auto-organizzazione del municipio autonomo per unire le comunità Triqui, popolazione indigena della regione, portando viveri e medicinali agli abitanti che da mesi si trovano bloccati dall’accerchiamento paramilitare. Si trattava di una carovana pacifica, il cui impegno consisteva nel contribuire ad arrestare qualsiasi tipo di aggressione, rompendo il muro della disinformazione; le aggressioni del 27 aprile mostrano che l’organizzazione paramilitare UBISORT (Unione per il Benessere Sociale della Regione Triqui) è responsabile dei fatti in complicità con il governo statale del Partito Revolucionario Institucional (PRI), che da anni sostiene l’organizzazione paramilitare. Gli spari dimostrano il timore delle autorità verso la solidarietà e l’organizzazione dei popoli.
Siamo solidali dall’Italia con il movimento popolare di Oaxaca, gli osservatori internazionali, le organizzazioni VOCAL e CACTUS, che da diversi anni lavorano quotidianamente per la difesa della terra e del territorio, per l’autodeterminazione dei popoli, contro l’azione distruttrice della società e del territorio condotta dal governo corrotto e delle imprese trasnazionali.
Le organizzazioni italiane hanno una lunga tradizione di solidarietà internazionale con il Messico. Davide Casinori, un connazionale, partecipava alla carovana in qualità di osservatore dei diritti umani come molti italiani e europei hanno partecipato negli ultimi anni per impedire la repressione delle comunità indigene da parte del governo messicano. Davide, insieme ad altri partecipanti, attivisti e giornalisti, sono rimasti in stato di “desparecidos” per diverse ore.
Bety Cariño, militante popolare mixteca, non muore con questo assassinio: le sue parole e azioni corrono per il suo Paese delle Nuvole (Ñu Saavi- Popolo mixteco). Insieme alla popolazione mixteca, Bety ha dimostrato che è possibile solo costruire dal basso, cercando spazi in tutti gli angoli del mondo per spargere i suoi insegnamenti di resistenza. Le comunità indigene mixteche che l’hanno vista nascere dimostreranno che Bety vive e lotta insieme a noi.
Di fronte a questa aggressione brutale contro i difensori e gli osservatori internazionali dei diritti umani, e i rappresentanti dei mezzi di comunicazione, culminata con l’assassinio di Bety Cariño e Jyry Jaakkola, esigiamo alle autorità statali e federali messicane:
- Stop alla para-militarizzazione della regione Triqui e del resto del Messico
– Che si dia prontamente avvio alle indagini per infliggere giusto castigo agli assassini di Bety Cariño e Jyry Jaakkola
– Processo ai paramilitari dell’UBISORT ed al governo di Oaxaca presieduto da Ulises Ruiz Ortiz perché protegge questi gruppi e si sottrae al proprio dovere di intervenire in maniera opportuna nel conflitto della regione Triqui, nonostante sia stato informato ripetutamente della questione, favorendo in questo modo l’azione dei gruppi paramilitari.
Per questo dall’Italia esprimiamo la nostra solidarietà e invitiamo ad aderire al presente comunicato.
Se toccano uno, ci toccano tutti!
Stop alla repressione contro il Municipio Autonomo di San Juan Copala!
Rispetto dei diritti e della cultura indigena!
Rispetto dell’autodeterminazione del popolo Triqui e dei popoli del mondo!
Bety Cariño e Jyry Jaakkola vivono!
Tra il codice sardo e la spiritualità taoista
“Domenica c’è un concerto di Francesco, un trombettista in bilico tra il codice sardo e la spiritualità taoista. Questo particolare connubbio confluisce con un equilibrio tutto mediterraneo in una musica che non si accontenta di essere ascoltata ma chiede si essere accolta come energia pura, di tutti e di nessuno, senza palco e senza pubblico. “
Domenica 21 marzo – Francesco Piras
h 19 @ Bobino (dove c’era Rossopomodoro in Darsena)
Ci sarà un lauto aperitivo
(C’è anche chi dice che all’inizio tutti i piatti e tutti i bicchieri e le ciotole e i le pentole saranno vuoti….
… poi…
…attraverso la musica…
…inizierete piano a vederli pieni…
…e il cibo sarà colorato…
…e comincerete a gettarvelo addosso ridendo…
…e poi…
volerete.)
Rassegna e concorso creativo in Cox: MILANO NOIR E GIALD
Nero, giallo e popolare per raccontare Milano attraverso letteratura di genere, cabaret, racconti orali, film e musica.
Da Gadda e Scerbanenco ai nuovi autori. Perché oggi, la letteratura gialla, noir e di genere è ancora capace di far vedere, conoscere, capire, come in un’indagine sociologica d’altri tempi, la nera realtà che ci circonda. Una realtà fatta di esclusione (l’abominio dei CIE e la non-vita delle “non-persone” migranti), di “democrazia criminale”, di mineralizzazione e cementificazione anti-biotiche (alla lettera), di scomparsa dei genius loci della città (“Me ciami Brambilla e fu l’uperari”) e di perdita dell’anima. Humour nero come registro stilistico adeguato per raccontare questa Milano nera? Rinnovate esperienze e pratiche di lotta, anch’esse gravide di narratività, come albori del rischiaramento? Si vedrà…
Comunque, la rassegna “MILANO NOIR E GIALD” è lieta d’indire un concorso creativo aperto a tutti!!!
Regole del concorso
I partecipanti, attraverso il mezzo espressivo da loro scelto (letterario, cinematografico, teatrale, comix, musicale ecc.), dovranno muoversi entro le seguenti coordinate:
- L’arco temporale corre dal 1980 ai giorni nostri (e oltre)
- Milano e il suo hinterland sono i luoghi d’ambientazione
- Il genere narrativo è il “nero”, nelle sue varie espressioni consolidate (sociale, economica, politico-affaristica, poliziesco-investigativa, misteri e leggende ecc.) o in nuove da inventare
- Gli autori possono ispirarsi a fatti di cronaca nera, colorare “al nero”eventi storico-politici reali o creare situazioni nuove da inventare, frutto solo dell’immaginazione.
- I lavori devono essere preferibilmente inediti o quanto meno non ancora distribuiti
Il genere è il NERO, i paletti da NON SUPERARE sono:
- racconto, poesia, drammaturgia o sceneggiatura: massimo sei cartelle dattiloscritte
- fumetto: massimo cinque pagine, tecnica mista, b/n
- fotoromanzo: massimo cinque pagine, b/n
- video: massimo 15 minuti, b/n, tecnica libera (video, pellicola, animazione
- rappresentazione o performance teatrale: massimo 15 minuti
- radiodramma: massimo 15 minuti
- canzone o ballata: massimo cinque minuti.
I lavori dovranno pervenire entro e non oltre il 28 FEBBRAIO 2010
all’indirizzo mail coxnoirgiald@gmail.com recando sempre come oggetto “Milano Nera” o consegnati a mano il pomeriggio, dal martedì al venerdì, dalle ore 17 in via Conchetta 18.
Al termine della rassegna una giuria “insindacabile” premierà i lavori migliori, che verranno pubblicati e rappresentati a cura di Cox 18, Libreria Calusca, Archivio Primo Moroni.
Ricchi premi e cotillons e per tutti i partecipanti al concorso, cena noir e giald…
rossopane loves torchiera
Martedì pomeriggio un emendamento ha stralciato dall’asta quasi tutti gli spazi comunali minacciati di vendita. Manca all’appello Cascina Torchiera, che per un voto solo non è riuscita a salvarsi.
Se fino a martedì si prospettava una mobilitazione generale, ora il problema riguarda singolarmente Torchiera. E’ una questione diversa, ma ugualmente importante.
Giovedì 3 dicembre alle ore 17 si è tenuto un presidio davanti a Palazzo Marino. Non è nè l’inizio nè la fine di un percorso.
Si può essere più o meno tipi da centro sociale. E si può essere più o meno d’accordo con la pratica dell’occupazione. Quel che invece può essere condiviso da tutti è la volontà di far vivere un luogo del genere, dove hanno transitato innumerevoli iniziative, associazioni, artisti. A Milano è sempre più difficile avere dei luoghi di aggregazione alla portata di tutti, dove sia possibile realizzare progetti artistici e culturali partendo dal basso. In questo senso si va verso un appiattimento e annichilimento dell’offerta. Si apre un bar al giorno, ma gli spazi espressivi sono sempre più soffocati.
Per questi motivi rossopane è solidale con la lotta di Torchiera. In secondo luogo perché, banalmente, senza Cascina Torchiera, ovvero un posto capiente dove organizzare feste di autofinanziamento senza svenarsi per l’affitto, dove qualunque signor nessuno con un’idea in testa può presentarsi al collettivo e chiedere lo spazio per realizzarla, rossopane sarebbe già morto per bancarotta un paio d’anni fa.
Chiediamo a tutti voi che leggete questo messaggio di partecipare; rivolgiamo un appello particolare a quegli artisti che in Torchiera hanno suonato, recitato, debuttato per far sì che vengano anche solo improvvisando con due stracci e una chitarra a far vedere che in Torchiera qualcosa di positivo e costruttivo è stato fatto. http://torchiera.noblogs.org/
Fate girare questa comunicazione, e cercate di informarvi. Siate sensibili a quel che succede nella vostra città.
Grazie.
Slam X – interviene rossopane
2015. E’ giunta l’ora. La Moratti ce l’ha fatta, tutti i riflettori sono puntati su Milano. A qualcuno piace chiamarla la capitale della moda, o dell’architettura, o vantarsi della sua internazionalità, e in fondo come dargli torto? Sono tutti questi fattori infatti ad aver contribuito alla preparazione dell’Expo. Con il patrocinio di Armani e la supervisione di Art Attack, grazie a una task force formata da immigrati e precari senza alternativa, mafia e architetti arrivisti, tutti i cantieri a cielo aperto (…tutti) sono stati rattoppati con cartapesta e forbici con la punta arrotondata.
Milano splende come un gioiellino di cemento.
Niente kebab, niente bici, niente birre per strada, niente musica alta…l’epurazione è riuscita talmente bene che l’Expo si svolge in una città dimezzata. Gli unici rumori che si sentono sono quelli del traffico e delle sirene coprifuoco per la sera. Rimangono solo gli over 40, i ricconi cocainomani, qualche cane randagio e qualche turista giapponese.
A niente sono valsi le proteste e i tentativi di attivisti e artisti milanesi per evitare di essere espropriati della loro stessa città: I Ministri hanno suonato nudi davanti a Palazzo Marino; i vecchietti del Bellezza si sono incatenati alla pista della balera; Lella Costa ha promesso di votare la Lega in cambio di più spazi verdi.
Anche rossopane ha tentato di dare un suo contributo alla lotta, in primo luogo ritirandosi in campagna da una zia (rossopane crede nella partecipazione e nella condivisione, anche dei parenti), a chiedersi “Che cos’è fare cultura?”. Ogni pagnotta ha declinato l’interrogativo a modo suo, c’è chi tra un libro di Vittorini e uno di Pasolini si è chiesto “Qual è il ruolo dell’intellettuale nella società?”, e chi l’ ha interpretato come “occupa la biblioteca della zia perché la cultura deve essere fruibile da tutti”. Ad ogni modo tutto rossopane è giunto alla conclusione più ovvia, ma che nessuno aveva osato mettere in pratica.
Se fare cultura implica arrivare al maggior numero di persone e con strumenti efficaci, allora la televisione deve fare cultura. Già.
Rossopane deve servirsi della televisione. Vero.
Ma Come?
…Partecipando al Grande Fratello! (o okkupandolo, come si è lasciato credere a Nura).
Ma neanche questo è servito, e rossopane dopo aver cercato di introdurre il diy, la pratica di battersi il cinque alto per ogni cosa e mille appelli per salvare Milano in diretta su canale 5, è stato sbattuto fuori dalla casa in blocco per ubriachezza molesta. E così, infrante tutte le speranze (diffondere il verbo nel Belpaese, vincere il Grande Fratello e scappare in Giamaica coi soldi, ma anche banalmente avere una casa senza pagare l’affitto), i rossopanini hanno raggiunto il resto della comunità attivista cultural milanese, che si è rintanata a vivere alle porte di Milano nell’unico cantiere dimenticato aperto e l’unico dove si prenda il wireless a scrocco, quello di Santa Giulia.
La Moratti nel frattempo è felice come una pasqua. Potrebbe essere in pensione, e invece è il sindaco di una città. Si parla di Milano su tutti i giornali esteri (come non importa, l’importante è apparire come ben insegna il folklore politico dominante). Ha una storia segreta con De Corato, anche se litigano spesso perché lui chiude sempre tutte le porte e costruisce trincee con le sedie del salotto. Ha raggiunto tutti i traguardi che si era prefissata ed ha appena pubblicato una biografia dal titolo “O la va o la spacca”. E’ talmente attenta alle esigenze della sua città e va talmente tanto in giro che manco si è accorta che Milano sembra un ipermercato spagnolo nell’ora della siesta. Non c’è più nessuno a romperle le balle, e questo basta e avanza.
Tra i parcheggi e le “soluzioni abitative” di Santa Giulia intanto la situazione non è delle più confortevoli: è quasi finita la vodka, e il cassiere del Magnolia si contende l’ultimo stock con Serena Sinigaglia. Il Torchiera senz’acqua ha occupato le uniche docce funzionanti. Il Cantiere usa i libri di Agenzia X e le pellicole di Esterni per accendere il fuoco della rivolta. Tutti insomma si cerca di sopravvivere e non si bada molto al bon ton. Ogni sera si accendono centinaia di fuochi diversi in cui ognuno parla coi propri compari e se ne impippa degli altri gruppi. Anzi se riesce gli fa pagare l’ingresso alla sua zona.
Finché una sera il cuoco del Leoncavallo, Fra di ProvocoAzioni e Abo di Torchiera si ritrovano in fila al bagno insieme e iniziano a discutere della situazione. Scoprono di condividere non solo l’urgenza fisica, ma anche un’urgenza più alta: riprendersi Milano. La voce si sparge di fuoco in fuoco e nel giro di un’ora si forma una grande assemblea a cui partecipano tutti. Modera l’incontro un rappresentante del comitato marxista-leninista, che dopo aver invitato i presenti alle proprie conferenze propone di uscire dall’assemblea con una proposta politica rivoluzionaria ben precisa. L’idea piace a MilanoMovida, Cantiere, Torchiera, ma Arcigay non ci sta e chiede più feste, appoggiato dal Rocket e da Esterni. Quest’ultimo propone di telefonare al Piccolo Teatro e sentire se ospita tutti, ma Villa Vegan si oppone perché il Piccolo vota sicuramente Obama, che mangia carne. A questo punto il Critical Mass butta sul piatto un’incursione notturna su due ruote, ma quelli di BelliDiNotte li bollano come insensibili alla causa degli handicappati, beccandosi dei disorganizzati da quelli del Bitte perché all’ultima festa non si riusciva manco a uscire a fumare una sigaretta. Le femministe si strappano i capelli e gli intellettualoidi accendono la pipa alla proposta del collettivo di Brera AutArt di disegnare dei grossi falli sui muri della nuova Fiera. Gli ambientalisti svengono alla proposta di rossopane di fare un gigantesco cubo di domo pack e nascondercisi tutti dentro. La discussione va avanti tutta la notte con le proposte più improbabili, e sembra impossibile giungere a una conclusione. Alla fine vince una non-decisione, una risoluzione che mette d’accordo tutti proposta dal gruppo Sciame: fare tutto quanto. Rossopane batte il cinque alto, la Banda degli Ottoni dà aria alle trombe e la redazione di Zero aggiunge l’evento all’agenda. Si farà una marcia in bici, sui trampoli e a piedi, truccati da clown e vestiti di giallo, cantando canzoni popolari e indierock, metteranno i dischi Vito War e Japi, gli scout cucineranno per tutti e il collettivo Pantera rievocherà Lenin in seduta spiritica. Ci si mette in marcia subito, prima che l’alba sveli le mosse e la sbronza cali. L’enorme corteo colorato marcia per Milano lasciando dietro di sé testi di canzoni e pavidi alla ricerca di un paninaro, oltre ai soliti ignoti che tentano di dar fuoco senza successo a dei blocchi di cementi.
Arrivare a Palazzo Marino è un’impresa inutile: il palazzo è vuoto, e sindaco e assessori lavorano da casa tra una puntata di Lost e una seduta di manicure.
“Che fare?” Chiede Lenin redivivo.
Si decide di accamparsi in piazza del Duomo e stare compatti. Le forze dell’ordine non tardano ad arrivare, ma esasperate dalla pressione degli ultimi anni buttano a terra manganelli e berretti e si uniscono al movimento. Poco a poco il numero di cittadini schierato in piazza Duomo aumenta, torna gente dall’estero e arrivano televisioni da tutto il mondo. Ma allora, nelle case, chi c’è?
Marta Arniani per rossopaneradio: domani agenziaX e F.
Domani, il vostro programma radio preferito, rossopane a nastro, accoccolato sulle frequenze di radio onda d’urto tutti i mercoledì sera dalle 20 alle 21, ospita due personaggi davvero interessanti.
Cosa vuol dire ‘produzione indipendente‘? Quali pratiche per l’autodeterminazione? Quanto conta l’età, ovvero, riusciremo mai a liberarci della paranoia di essere troppo giovani o troppo vecchi? Come controllare l’impatto mediatico e quello culturale?
State pronti per una discussione densa e un po’ sboccata. Nel nostro programma gli imprevisti sono sempre i benvenuti.
Per ascoltarci: http://www.rossopane.org/index.php?/radio/streaming/
A domani!
venerdì – cicco simonetta
rossopane segnala il concerto di Francesco del Prete, magico inaspettato violinista salentino, che arriva da noi con il suo violino che vale per un’orchestra intera.
ascoltate le sue incursioni, guardate le sue invenzioni in video su www.francescodelprete.it
dritta per arrivare al Cicco, orari e quant’altro: www.ciccosimonetta.org
ci si vede lì!
rossopane partecipa a SLAM X
SLAM X
Per fare rivoluzione servono belle parole
Da questa città tutto se ne sta andando. Prima l’editoria, poi la musica, adesso la moda. Un tempo Milano era considerata la capitale del terziario, ora si sta tornando al primario, inteso come rendita, speculazione edilizia, assalto alla diligenza degli appalti pubblici con amministratori municipali incompetenti che blaterano di un Expo già fallito. Dall’altra parte Milano sta cercando di sbarazzarsi di tutte le realtà che nel passato l’avevano arricchita; anche e soprattutto centri sociali o piccole iniziative culturali indipendenti.
Tempi bui, insomma: lo sentiamo sussurrato, scritto e anche cantato…
Tuttavia ci accorgiamo che qui esiste un fermento sotterraneo, a noi pare soprattutto tra scrittori e musicisti, anche se purtroppo emerge raramente e spesso resta all’angolo, isolato nella propria singolarità. Per questo abbiamo chiamato a raccolta autori disposti a confrontarsi in pubblico leggendo brani da loro scritti durante una due giorni presso COX 18, vero e proprio simbolo della Milano non conforme.
Slam X è un festival di reading, performance e letture organizzato da Agenzia X, che sarà anche un’occasione di dialogo e progetto a cui parteciperanno scrittrici, scrittori milanesi e alcuni importanti musicisti. Una galassia di artisti che rappresentano stili, sensibilità e opinioni differenti, ma pronti a salire sul palco del Centro Sociale COX 18 per leggere testi che richiamano a un’altra idea di città.
sabato 28 novembre 2009 – dalle h 21 in poi
domenica 29 novembre 2009 – dalle h 17 in poi
ingresso con sottoscrizione
per il programma dettagliato, andate su http://www.agenziax.it/?nid=186.
rossopane avrà i suoi 10 minuti di gloria alle 21.30 di sabato 28 novembre.
caro rossopane: una risposta a repubblica sui rifugiati di piazza oberdan?
Ciao Rossopane!
Immagino che tutti o quasi abbiano già da una parte o dall’altra letto questa bella notizia: gli abitanti di zona buenos aires appiccicano volantini gialli di protesta contro i rifugiati che dormono in strada eccetera…Questo il link dell’articolo di Repubblica:
http://milano.repubblica.it/dettaglio/articolo/1759365
L’articolo è equilibrato, e anche questi negozianti non sembra che minaccino quanto piuttosto che cerchino una soluzione a uno stato di cose – gente che dorme e tutto il resto in piazza – che da nessun punto di vista si può lasciare com’è. C’è però una cosa precisa nell’articolo che fa venire fuori lacrime nette. Da nessuna parte viene spiegato che questi africani sono rifugiati politici con diritto a nove mesi d’alloggio fornito dal comune e pagato dall’Europa, che – viva l’Italia – chissà come chissà perchè L’Europa i soldi li manda, ma gli alloggi per i rifugiati non vengono forniti. L’articolo non dice che quella dei rifugiati è una protesta consapevole per il rispetto DI UN LORO DIRITTO LEGALE. Non dice che il comune non li può sgomberare perchè è lui in torto. Nè che da mesi si organizzano notti bianche di solidarietà per cercare di dare visibilità mediatica – quarto potere come mai nella storia- alla loro causa. Nè che nessun giornale si è preso la briga di seguire questa storia, a parte Libero che ha modificato i fatti rigirandoli contro i rifugiati stessi (foto di fantomatici dormitori che sarebbero stati rifiutati da questi delinquenti scioperati..). Eccetera eccetera. E abilmente si dirotta la rabbia contro i negozianti, questi fascisti, mentre il vero interlocutore, il comune, si ritira indisturbato a mangiare soldi pubblici.
Io ora non sono in Italia e quindi troverei un pò difficile approfondire queste informazioni, ottenute parlando a settembre con il rappresentante dei rifugiati e con le poche persone del quartiere che seguono e supportano la loro causa. Ma se qualcuno avesse voglia si potrebbe – si dovrebbe- ben scrivere una lettera a Repubblica, con una descrizione dei fatti che per una volta in tutta questa storia dei rifugiati renda davvero giustizia ai più poveri cristi della terra.
Ci sono risvegli migliori.
albe
PETIZIONE PER IL RIPRISTINO DELLA COPERTURA LEGALE DEL PROGRAMMA RAI “REPORT”
La TV nazionale Rai non garantisce piu’ ai giornalisti di Report (rai 3) la copertura legale. Significa che gli inviati di Milena Gabanelli, da sempre attivi nel denunciare le illegalita’ e i soprusi che ci circondano, dovranno provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi inchiestisti, vanno continuamente incontro.
I sottoscritti firmatari con la presente CHIEDONO alla societa’ RAI Radiotelevisione Italiana S.p.A, il ripristino della copertura legale per gli inchiestisti del programma Report, trasmesso su Rai3, al fine di assicurare il libero esercizio della loro professione per arrivare alla verita’ e rivelarla agli italiani.
http://www.firmiamo.it/reportnondevechiuderefirmalapetizione
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